L’errore che tutti fanno sull’ISEE che così diventa più alto

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di: Giacomo Mazzarella

ISEE errore

Avere un ISEE troppo alto può senza dubbio essere un problema. Non fosse altro perché è con l’ISEE che le famiglie hanno accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni assistenziali. Un ISEE più alto può finire con il far pagare tasse maggiori come, per esempio, con il nuovo bonus sociale sulla Tari. Ma può far pagare di più le bollette energetiche, la mensa dei figli a scuola, le tasse universitaria e così via dicendo. Inoltre, con un ISEE alto si può essere esclusi dall’Assegno di Inclusione o da altri sussidi, o ancora, si può prendere un Assegno Unico più basso di quello che si deve prendere. Tradotto in termini pratici, un bel problema questo.

Naturalmente un ISEE alto per via di redditi, patrimoni immobiliari e soldi in banca o alle poste, è la conseguenza ineluttabile. Non si può fare niente per abbassare un ISEE tranne che trovare soluzioni particolari come possono essere le suddivisioni dei nuclei familiari, le separazioni e così via dicendo.

Ma a volte un ISEE alto è figlio di un marchiano errore che molte volte, soprattutto i contribuenti che lo fanno da soli con la versione precompilata nell’area riservata del sito INPS, commettono. Un errore di facile risoluzione.

L’ISEE fai da te, ecco come si fa sul sito dell’INPS

L’ISEE si può fare presentando la DSU all’INPS. Si possono utilizzare i canali dei professionisti abilitati, come lo sono i CAF per esempio. Ma come detto c’è anche la versione fai da te. Basta accedere all’area riservata My Inps sul sito dell’Istituto Previdenziale. Ci si autentica con SPID, CIE o CNS. Una volta autenticati, si va nella sezione denominata “ISEE precompilato”. E si va avanti con la procedura.

L’accortezza vuole che per ogni soggetto maggiorenne del nucleo familiare gli interessati devono ricevere l’autorizzazione tramite SPID proprio di questi soggetti per poter operare. Oppure devono inserire dei particolari dati di riscontro presenti sulla tessera sanitaria indicando le risultanze delle dichiarazioni dei redditi dei soggetti maggiorenni del nucleo e le dotazioni bancarie e postali di questi ultimi.

In parole povere l’INPS vuole la certezza che chi sta predisponendo la DSU sia autorizzato dagli altri maggiorenni del nucleo a visionare ciò che questi ultimi hanno come redditi e patrimoni. Una volta autorizzati la procedura è semplice. Si va avanti confermando i dati di tutti i componenti come emersi nella versione precompilata e se è il caso, correggendoli. Ma dietro questa semplicità c’è un comune errore che proprio nel confermare i dati molto commettono sull’ISEE.

L’errore che tutti fanno sull’ISEE che così diventa più alto

Mai come quest’anno la casa di abitazione principale del nucleo familiare ha un notevole vantaggio in termini di impatto sull’ISEE. Nel calcolo dell’ISEE, novità del 2026, l’abitazione principale gode di una franchigia da 91.500 euro o da 120.000 euro se in città metropolitane. Quindi, il valore della casa viene abbattuto e incide marginalmente sull’ISEE. Basti pensare che ogni immobile incide sull’ISEE per il 20% del suo valore.

Nella procedura precompilata l’INPS non distingue tra immobili di abitazione principale o meno. Essendo un dato variabile quello della casa dove vive il nucleo familiare, l’INPS neutralizza le differenze, considerando tutte seconde case questi immobili. Deve essere il dichiarante a verificare quale immobile tra quelli presenti nel nucleo familiare è la casa di abitazione principale del nucleo. E una volta verificata, deve indicarla.

L’errore comune a tanti contribuenti è proprio questo, cioè lasciare anche il valore della casa di abitazione principale come incidente sull’ISEE.

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