Quando si prende la pensione? La domanda che tanti contribuiteti si pongono è questa ed è relativa alla data di uscita per la pensione, all’età da centrare e alla misura da sfruttare. Ma al quando si aggiunge pure il quanto. Perché è altrettanto importante capire l’importo della pensione che si prenderà. Due domande che tutti si pongono. Ed alla seconda domanda cercheremo adesso di dare risposta in maniera semplice.
Importi pensioni di vecchiaia: quanto si prende con la combinazione 67+20
La pensione si può ottenere a calcolo misto o a calcolo contributivo. Misto è per chi ha cominciato a versare prima del 1996. In questo caso per i periodi fino al 31 dicembre 1995 si usa il calcolo retributivo basato sulle ultime annualità di stipendio o reddito. Per i periodi successivi invece si adotta il calcolo contributivo, basato sui contributi effettivamente versati nel montante contributivo. Attenzione però. Se al 31 dicembre 1995 l’interessato ha già maturato 18 anni di versamenti o più, il calcolo retributivo si estende al 31 dicembre 2011. Per tutti i soggetti il cui primo accredito di contributi a qualsiasi titolo è successivo al 31 dicembre 1995, si adotta il calcolo esclusivamente contributivo. Esattamente come per chi non ha versamenti successivi al 31 dicembre 1995, si usa solo il calcolo retributivo.
Il meccanismo di calcolo delle pensioni a 67 anni oppure prima o dopo
La pensione come calcolo si basa quindi sulle retribuzioni in alcuni casi e sui contributi versati in altri casi. Ma le due cose si intersecano. Perché i contributi versati a loro volta sono commisurati a stipendi e redditi. Basti pensare al lavoratore dipendente che versa il 33% della sua retribuzione al montante contributivo ogni mese.
Soprattutto con le pensioni calcolate interamente o per la parte maggiore con il metodo contributivo, il fattore determinate per calcolare l’importo del trattamento è il montante contributivo. Le regole del calcolo contributivo nascono dalla somma di tutti i contributi versati e cioè partono dal montante contributivo. La somma dei contributi arrivati all’età della pensione, viene rivalutata al tasso di inflazione e poi moltiplicata per i coefficienti di trasformazione. Il montante rivalutato va moltiplicato per i coefficienti che nel 2026 sono pari a:
- 57 anni 4,204%
- 58 anni 4,308%
- 59 anni 4,419%
- 60 anni 4,536%
- 61 anni 4,661%
- 62 anni 4,795%
- 63 anni 4,936%
- 64 anni 5,088%
- 65 anni 5,250%
- 66 anni 5,423%
- 67 anni 5,608%
- 68 anni 5,808%
- 69 anni 6,024%
- 70 anni 6,258%
- 71 anni 6,510%
Come è evidente, più giovani si esce meno favorevoli sono i coefficienti. E meno pensione determinano. Il calcolo è semplice. Moltiplicando il montante rivalutato per i coefficienti si ottiene la pensione annuale lorda spettante. Dividendo il risultato per 13 quanti sono i mesi del trattamento ogni anno (comprensivo di tredicesima, ndr),



