Soldi sui conti correnti: ecco cosa si perde a tenerli fermi, i calcoli e le cifre reali

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di: Giacomo Mazzarella

Soldi sui conti correnti

A onor del vero non esistono oggi metodi di risparmio bancario o postale che offrono i rendimenti di una volta. I nostri nonni o genitori possono ricordare i buoni fruttiferi che raddoppiavano o triplicavano dopo un certo lasso di tempo. Ma ancora oggi esistono buoni metodi di risparmio. Lasciare soldi in banca o alle poste può fare guadagnare i risparmiatori, ed in misura diversa in base allo strumento di risparmio prescelto. Ed il più delle volte si recupera nel tempo la perdita di potere di acquisto del danaro, cioè l’inflazione. Strumenti di risparmio ce ne sono anche di buoni. Ma in nessun caso è un conto corrente. Il conto corrente non è uno strumento di risparmio. Anzi, gli ultimi dati di Bankitalia riportati dal Sole 24 Ore ci dimostrano come nel tempo il denaro sul conto corrente perde potere di acquisto.

Soldi sui conti correnti: ecco cosa si perde a tenerli fermi, i calcoli e le cifre reali

I soldi sul conto corrente vanno considerati come liquidità e non come risparmio. Soprattutto se la scelta cade sui conti correnti non remunerati. Per via della grave crisi economica degli ultimi anni e per il fatto che chi può risparmiare cerca strumenti migliori di risparmio, secondo gli ultimi dati statistici si evidenzia che i conti correnti sono calati come depositi negli ultimi anni. Sempre meno soldi (-0,4%) sono lasciati dagli italiani sui conti correnti. Si cercano soluzioni migliori, e oseremmo dire, giustamente. Forme di risparmio gestito o mercato obbligazionario sono le vie prescelte. Ma sui conti correnti va fatto un discorso anche sul valore che nel tempo i soldi depositati e lasciati in deposito, hanno.

I risparmi e i conti correnti, perché è sbagliato tenere soldi fermi?

 

Soldi sui conti correnti in calo, ma non eccessivamente. Ciò che stride però è il fatto che i soldi perdono valore se lasciati immobilizzati su un conto corrente. Sul quotidiano economico politico finanziario prima citato vengono riportate le parole di Fedele De Novellis per REF Ricerche. Tra aprile 2022 e aprile 2026 i soldi depositati sui conti correnti a livello nazionale sono stati dello 0,4% in meno rispetto al biennio precedente. Secondo De Novellis, negli ultimi tempi “è molto cresciuto il mercato obbligazionario, così come le altre attività finanziarie. In pratica, dopo anni di rendimenti praticamente nulli, c’è stato uno spostamento della liquidità delle famiglie verso altre forme di investimento, alla luce di tassi di interesse più elevati”.

Soldi sui conti correnti e inflazione

Ma non c’è solo la libera scelta dei risparmiatori. Perché lasciare soldi fermi sui conti correnti è deleterio.

Nell’ultimo quadriennio i soldi sui conti corrente hanno perso valore ed in misura pari a circa l’11,6%. Chi aveva depositato nel corso del 2022, che secondo i dati, è l’anno del picco di liquidità presente a livello nazionale sui conti correnti, oggi ha in effetti 884 euro come valore. In parole povere, in pochi anni quasi 120 euro perduti per via dell’inflazione. In parole povere ciò che si acquistava nel 2022 per un valore di 1.000 euro oggi non lo si acquista più. Oppure ribaltando il concetto, ciò che nel 2022 si comprava con 884 euro oggi costa 1.000 euro. L’aumento del costo della vita ha abbassato il potere di acquisto di questi soldi tenuti fermi sui conti correnti.

 

 

 

 

 

 

 

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