Un taglio delle tasse molto deciso è quello che il governo ha deciso di introdurre ormai da un paio di anni a questa parte per quanto concerne il ceto medio. Un taglio delle tasse che il governo Meloni continua a proporre anche adesso, in vista della prossima legge di Bilancio. Si parla di una nuova sforbiciata all’IRPEF che devono versare i contribuenti che hanno redditi superiori a 28.000 euro. Lo ha confermato anche il Ministro Giancarlo Giorgetti intervistato sul Corriere della Sera. Ecco di cosa si tratta e da dove nasce l’esigenza di tagliare le tasse ai contribuenti del ceto medio.
Nuovo taglio IRPEF nel 2027: pensioni, stipendi e redditi in salita
Un recente studio dell’Università Cattolica di Milano ha messo in luce dei dati abbastanza particolari che riguardano l’IRPEF in Italia. Dallo studio si evince che oltre il 70% dei contribuenti italiani vanta redditi al di sotto di 29.000 euro. Ma questi contribuenti pagano l’IRPEF rispetto al totale che incassa l’erario, in misura inferiore rispetto a chi ha redditi superiori. In sostanza, dall’analisi emergono questi due dati su cui riflettere:
- Il 31,4% dell’IRPEF totale arriva all’erario da contribuenti con redditi al di sotto di 29.000 euro che sono il 78,5% del totale;
- Il 68,6% dell’IRPEF totale arriva all’erario da contribuenti con redditi al di sopra di 29.000 euro che sono il 21,5% del totale.
Significa che la gran parte dell’IRPEF che incassa l’erario proviene da poco più di 2 contribuenti ogni 10, ovvero da quelli con redditi più alti. E se circoscriviamo il dato ai redditi oltre 55.000 euro, questi contribuenti che sono solo il 5% del totale, pagano IRPEF in misura pari al 36,5% sempre del totale.
Il taglio per il ceto medio e cosa è successo negli ultimi anni
Tagliare l’IRPEF al ceto medio quindi è un’esigenza. Il governo ci ha pensato inizialmente accorpando al primo scaglione con aliquota al 23% il vecchio secondo scaglione con aliquota al 25%. Il nuovo secondo scaglione poi è passato da aliquota al 35% ad aliquota al 33%. E adesso, per il 2027, il secondo scaglione sarà portato dai redditi fino a 50.000 euro a quelli fino a a 60.000 euro. Ecco la storia recente degli scaglioni IRPEF prima e dopo il restyling del governo Meloni.
Fino al 31 dicembre 2024 4 scaglioni:
- 23% di aliquota per redditi fino a 15.000 euro;
- 25% di aliquota per redditi tra i 15.000 ed i 28.000 euro;
- 35% di aliquota per redditi tra i 28.000 ed i 50.000 euro
- 43% di aliquota per redditi sopra 50.000 euro.
Dal primo gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2025 tre scaglioni:
- 23% di aliquota per redditi fino a 28.000 euro;
- 35% di aliquota per redditi tra i 28.000 ed i 50.000 euro
- 43% di aliquota per redditi sopra 50.000 euro.
Dal primo gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2027 tre scaglioni:
- 23% di aliquota per redditi fino a 28.000 euro;
- 33% di aliquota per redditi tra i 28.000 ed i 50.000 euro
- 43% di aliquota per redditi sopra 50.000 euro.
Il nuovo restyling 2027:
- 23% di aliquota per redditi fino a 28.000 euro;
- 33% di aliquota per redditi tra i 28.000 ed i 60.000 euro
- 43% di aliquota per redditi sopra 60.000 euro.



