Tutte le pensioni da sfruttare nel 2026 da 56 a 71 anni di età

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di: Giacomo Mazzarella

pensione 30 anni di contributi

Quando si parla di pensioni il primo punto cardine è l’età pensionabile. Servono 67 anni di età per andare in pensione oggi. Nel 2027 invece serviranno 67 anni e un mese di età. Ma si parla solo di pensione di vecchiaia. Perché l’età media di uscita in Italia, anche se è in aumento, dice 64 anni e 7 mesi. Lo si evince dall’ultimo report INPS sulle pensioni. Si va in pensione oltre 2 anni prima rispetto all’età pensionabile. Il motivo è semplice. Ci sono diverse misure di pensionamento anticipato. Misure che si possono sfruttare anche nel 2026 che offrono le pensioni prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Ecco, in sintesi, tutte le misure con tutti i requisiti.

L’età si abbassa grazie alle pensioni anticipate senza limiti di età

La pensione anticipata ordinaria è l’altra misura pilastro del sistema pensionistico italiano. Si esce senza limiti di età raggiungendo una determinata carriera contributiva. Infatti, al momento servono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne e bisogna aspettare una finestra di 3 mesi per la decorrenza del trattamento. Sempre senza limiti di età si può uscire con 41 anni di contributi, ma rientrando nella quota 41 precoci. Un anno dei 41 necessari deve essere stato completato prima del compimento dei 19 anni di età. Bisogna rientrare nei caregivers, negli invalidi, negli addetti ai lavori gravosi o usuranti o nei disoccupati.

Anche l’Ape sociale contribuisce ad abbassare l’età di uscita sotto i 67 anni

Un’altra misura che prevede uscite anticipate è l’Ape sociale. La misura è valida al momento fino al 31 dicembre prossimo. Per le uscite il requisito anagrafico dice 63 anni e 5 mesi di età. Invece per quanto riguarda i contributi, in base alla categoria di appartenenza cambiano le soglie. Servono 30 anni per chi rientra tra i caregivers, gli invalidi o i disoccupati. E servono invece 36 anni per chi rientra negli addetti ai lavori gravosi.

L’età più bassa ma solo per chi ha invalidità pensionabile alta

Si esce a 56 anni con l’invalidità pensionabile e con la pensione di vecchiaia anticipata. Bastano 20 anni di versamenti e una invalidità specifica per la tipologia di lavoro svolto non inferiore all’80%. A 56 anni con 20 anni di versamenti possono uscire con questa misura le donne. Infatti, per gli uomini il limite anagrafico è fissato a 61 anni. Per la pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile c’è una finestra di 12 mesi.

La pensione a 64 anni per i contributivi puri

Un’altra favorevole misura per la pensione è quella che permette di lasciare il lavoro a 64 anni di età con almeno 20 anni di versamenti. La misura si chiama pensione anticipata contributiva. Ma riguarda solo chi è privo di versamenti al 31 dicembre 1995. Per accedere all’uscita serve arrivare ad un importo minimo della pensione che non può essere inferiore a 3 volte l’importo dell’assegno sociale. Se la richiedente è una donna che ha avuto dei figli, la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale con un solo figlio avuto ed a 2,6 volte l’assegno sociale con più figli avuti. Anche per la pensione anticipata contributiva c’è una finestra di 3 mesi per la decorrenza del trattamento.

Scivolo usuranti a quota 97,6 ma anche pensioni contributive solo a 71 anni

Un’altra misura che consente di uscire prima dal mondo del lavoro è lo scivolo per lavoro usurante. Si esce con minimo 61 anni e 7 mesi di età e con minimo 35 anni di contributi. Ma occorre anche completare la quota 97,6 per la quale si utilizzano le frazioni di anno. Per la misura però bisogna svolgere una delle attività usuranti previste dal Dlgs 67 del 2011 tra le quali i camionisti, gli operai della linea a catena e i lavoratori notturni. Fin qui le misure che permettono uscite anticipate rispetto alle pensioni di vecchiaia a 67 anni. Per chi non ha versamenti prima del 1996 c’è la possibilità di uscire dal lavoro con 71 anni di età e minimo 5 anni di contributi.

Tutte le deroghe sulle pensioni da sfruttare

Per uscire dal lavoro poi ci sono alcune deroghe da sfruttare. Per esempio, fino al 31 dicembre 2026 chi è addetto ai lavori gravosi e usuranti, può uscire con 30 anni di contributi versati senza considerare figurativi, volontari o da riscatto, a 66 anni e 7 mesi. Per le lavoratrici senza contributi al 31 dicembre 1995, ogni figlio avuto vale 4 mesi di sconto che possono diventare massimo 16 mesi se i figli avuti sono 4 o più.

Il taglio si può sfruttare per le pensioni anticipate contributive a 64 anni, per le pensioni di vecchiaia contributive a 71 anni e per le pensioni di vecchiaia ordinarie a 67 anni. Chi ha periodi di lavoro successivi alla data di riconoscimento dell’invalidità civile al 74% almeno, può far valutare due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro svolto dopo tale data. Per i contributivi puri invece, ogni anno di lavoro svolto prima dei 18 anni di età vale 1,5 volte.

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