Un nuovo sistema di riscossione del Fisco è attivo adesso dopo la riforma della riscossione. Più forte e veloce adesso è la mano del Fisco italiano con strumenti più rapidi ed efficaci per i pignoramenti verso contribuenti su cui l’Agenzia delle Entrate deve recuperare qualcosa. In vigore quello che adesso tanti chiamano “pignoramento lampo” e per i contribuenti è un problema in più.
Nuove regole sui pignoramenti: procedura veloce per cartelle e debiti, ecco i rischi
Il pignoramento è uno strumento che il Fisco italiano può adottare per recuperare i crediti che vanta nei confronti di determinati contribuenti indebitati. Il pignoramento presso terzi è qualcosa che l’Agenzia delle Entrate sovente utilizza. Imponendo al datore di lavoro del dipendente indebitato, all’ente pensionistico del pensionato indebitato o alla banca dove il debitore ha il conto corrente, di trattenere i soldi a soddisfazione dell’ente che avanza un credito. Nessuna novità al riguardo perché si tratta di uno strumento usato da sempre dal Fisco nostrano. Ma adesso ciò che cambia è la procedura, che, come detto, si velocizza e diventa più precisa. Almeno in base all’idea che ha fatto nascere il provvedimento numero 153611/2026 emanato il 22 magio 2026 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Un provvedimento che deriva dalla legge di Bilancio 2026 che ha deciso di semplificare e velocizzare le attività di recupero crediti del Fisco.
Ecco i contenuti della nuova procedura e cosa cambia effettivamente
La novità come detto è la precisione con l’aggiunta della velocità. Sfruttando gli strumenti digitali che il Fisco oggi ha a disposizione. Parliamo delle banche dati che l’Agenzia delle Entrate può vivisezionare per scovare cosa è attaccabile nei confronti di un debitore. Per esempio, adesso il Fisco può vedere se un debitore attende pagamenti da parte di altri soggetti intervenendo subito bloccando questi pagamenti e congelando i fondi. Il SDI, acronimo di Sistema di Interscambio è quel sistema dove si registrano le fatture elettroniche dei contribuenti. E finiscono dentro l’Anagrafe Tributaria, vera banca dati che il Fisco utilizza sempre. In sostanza, adesso il Fisco non solo può attaccare banche, datori di lavoro e pensioni, ma può anche attaccare crediti che un contribuente ha nei confronti di un soggetto terzo. Imponendo a quest’ultimo, con una procedura rapida e senza passare da ordinanze di un giudice. In questo modo, riducendo i tempi necessari al recupero delle somme a debito del contribuente moroso.



