Cosa posso fare per andare in pensione nel 2027 con 28 anni di contributi e 64 anni di età?

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni a 64 anni nel 2027: chi si avvantaggia di più e chi ci rimette tanto

Andare in pensione con 64 anni di età nel 2027 al momento ha una sola risposta certa che passa dalla pensione anticipata contributiva. Se i contributi versati oggi sono pari a 28 anni, la risposta non cambia. Perché altre misure che permettono il pensionamento a quella età non se ne vedono. Ma anche la pensione anticipata contributiva non è detto che spetti a chi ha maturato una carriera pari a 28 anni ed ha 64 anni di età. Dipende, almeno al momento, da quando è partita la carriera dei versamenti all’INPS.

Cosa posso fare per andare in pensione nel 2027 con 28 anni di contributi e 64 anni di età?

La pensione anticipata contributiva è una misura che ha dei requisiti minimi abbastanza facili da sfruttare. Si parla infatti di una età anagrafica pari almeno a 64 anni nel 2026 e ad una carriera contributiva altrettanto minima pari a 20 anni. Il limite più pesante della misura è quello relativo all’importo minimo della pensione da raggiungere. Che non può essere inferiore a 3 volte l’assegno sociale per tutti gli uomini e per le donne che non sono diventate mai mamme. Invece per le donne diventate mamme, il limite cala a 2,6 volte l’assegno sociale con due o più figli avuti e a 2,8 volte con solo un figlio avuto. Chi ha 28 anni di contributi nel 2027 potrà uscire a 64 anni e un mese di età visto l’inasprimento previsto dal 2027. Ma solo se ha tutti i 28 anni di versamenti dopo il 31 dicembre 1995.

La novità del governo, estensione della misura e rendite vitalizie

Questo salvo che alla fine il governo arrivi in fondo con la famosa ipotesi di estensione della misura anche ai misti. Infatti, tra le ipotesi di riforma delle pensioni c’è quella dell’estensione della pensione anticipata contributiva anche a chi contributivo non lo è. Pertanto, anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 si potrebbero aprire le porte di questa misura, a condizione che si accetti il ricalcolo contributivo della stessa. La novità di cui si parla però prevederebbe anche l’aumento della soglia minima contribuiva necessaria che passerebbe dagli attuali 20 anni ai 25 anni. Ma soprattutto, l’estensione porterebbe nella pensione anticipata contributiva per tutti anche la possibilità di sommare i versamenti ai fondi pensione integrativi a quelli obbligatori, nel senso che per centrare l’importo minimo della pensione, che sia di 3 volte l’assegno sociale o inferiore per le lavoratrici madri, oltre alla pensione maturata all’INPS di potrà usare anche la rendita maturata nei fondi pensione complementari.

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