La trasformazione dell’Assegno Ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia avviene d’ufficio. In pratica, al compimento dei 67 anni di età per chi ha maturato i 20 anni di versamenti c’è il passaggio alla pensione di vecchiaia. Se l’interessato ha versato solo dopo il 31 dicembre 1995, il passaggio avviene solo se la pensione di vecchiaia è superiore come importo all’Assegno Sociale. Sempre per chi non ha versamenti prima del 1996 ed ha meno di 20 anni di versamenti o non arriva ad una pensione pari all’assegno sociale, la trasformazione automatica dell’Assegno Ordinario di Invalidità in pensione di vecchiaia arriva a 71 anni quando bastano anche solo 5 anni di contributi versati. Per le donne però il ragionamento è diverso e un recente messaggio INPS, precisamente il n° 24 del 26 giugno 2026, mette in luce una favorevole opportunità. Che è quella di recuperare fino a 16 euro di differenze tra Assegno Ordinario di Invalidità e pensioni di vecchiaia.
Pensione di vecchiaia fino a 16 mesi di arretrati a 67 anni dopo l’Assegno di Invalidità
Come detto l’Assegno Ordinario di Invalidità diventa pensione di vecchiaia automaticamente nel momento in cui un contribuente titolare della prestazione per disabili, raggiunge il diritto alla sua pensione di vecchiaia. Ma nel sistema contributivo per le donne le regole sono differenti e prevedono degli autentici bonus. Perché ogni figlio avuto dà diritto a 4 mesi di sconto sull’età di uscita. E si può godere fino a massimo 16 mesi di sconto. In alternativa a questo vantaggio, c’è anche quello del miglior calcolo della pensione. Perché con uno o due figli avuti a 67 anni si gode del calcolo della pensione con il coefficiente dei 68 anni. E con tre o più figli avuti il vantaggio diventa migliore perché si usa il coefficiente dei 69 anni. Deve essere la lavoratrice a scegliere quale vantaggio sfruttare. E nel messaggio sopra indicato, l’INPS sottolinea che tale scelta deve essere fatta prima di essere arrivati ai 67 anni di età. La pena è la perdita di entrambe le opportunità.
Ecco cosa conoscere per fare la scelta migliore
Cosa significa ciò che l’INPS ha scritto nel nuovo messaggio? Significa che una lavoratrice che prende l’Assegno Ordinario di Invalidità prima dei 67 anni deve presentare istanza all’INPS di opzione. Deve indicare se vuole sfruttare il vantaggio di 4 mesi a figlio avuto fino a 16 mesi per l’anticipo della pensione di vecchiaia. Oppure deve optare per il calcolo più favorevole della prestazione. Se non lo fa tutto va avanti automaticamente, senza nessuno dei due vantaggi applicati. E non si potrà fare più niente. Come detto parliamo di lavoratrici che hanno iniziato a versare dopo l’ingresso della riforma Dini nel sistema avvenuto il primo gennaio 1996. Se la scelta verte sull’anticipo, l’INPS erogherà con il primo rateo di pensione di vecchiaia anche gli arretrati spettanti e dati dalle differenze tra l’Assegno Ordinario di Invalidità e la pensione di vecchiaia spettante. Parliamo degli arretrati da 4 a 16 mesi. In pratica, la lavoratrice ha diritto alla decorrenza anticipata della prestazione e se ha avuto 4 o più figli gli arretrati sono addirittura di 16 mesi.



