Prima il passaggio da quattro a tre scaglioni, poi la riduzione del secondo scaglione e adesso l’aumento della soglia di imposta al 33%. La riforma fiscale e dell’IRPEF promette bene e prosegue il suo iter. Secondo alcune indiscrezioni, per la verità confermate anche dalle recenti parole del Viceministro del MEF, Maurizio Leo, intervistato da Bruno Vespa, il 2027 potrebbe portare altre novità per la riforma fiscale. E se il passaggio da 85.000 a 100.000 euro per le Partite Iva e il loro regime forfettario sotto flat tax appare complicato da completare, per il taglio dell’IRPEF del secondo scaglione, e sarebbe l’ennesimo, la procedura ha concrete possibilità di essere portata a casa.
L’IRPEF e come è cambiata da due anni a questa parte
L’IRPEF pare sia il campo di intervento dove il governo sembra avere buone iniziative. Perché sono da due anni che l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche è in modifica. Nel 2024 la novità dei tre scaglioni (prima erano quattro). In pratica, il secondo scaglione fu accorpato al primo. E di conseguenza il vecchio terzo scaglione diventò il secondo così come il quarto di allora diventò il terzo. Il vantaggio per i contribuenti è stato quello dell’aliquota al 23% estesa ai redditi che fino ad allora rientravano nel secondo scaglione. In pratica, il 23% di Irpef anziché fermarsi ai redditi fino a 15.000 euro fu esteso a 28.000 euro. Poi si è passati alla riduzione, in vigore dal 2026, dell’aliquota del nuovo secondo scaglione. Per la parte di reddito eccedente 28.000 euro e fino a 50.000 euro, al posto di una aliquota al 35% viene applicata una aliquota al 33%.
IRPEF si taglia: nel 2027 il nuovo step della riforma fiscale
Molti contribuenti nello stretto giro di un paio di anni hanno visto una riduzione del 2% di IRPEF per i redditi tra 15.000 e 28.000 euro e una ulteriore riduzione del 2% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro. Adesso però si va oltre. Secondo le mire del governo, e la prossima legge di Bilancio potrebbe confermare il tutto, il secondo scaglione che oggi si ferma a 50.000 euro e che ha il 33% di aliquota, potrebbe essere esteso a 60.000 euro. In questo caso parliamo di una riduzione del 10% di aliquota sulla parte di reddito che va da 50.000 a 60.000 euro. Perché oggi da 50.000 euro a salire, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. Il risparmio per chi ha redditi pari a 60.000 euro è di 1.000 euro di imposta in meno dovuta.



