Domani 16 giugno scade la prima rata di acconto IMU. L’Imposta Municipale Unica che pagano ogni anno i proprietari immobiliari arriva al primo appuntamento dell’anno, quello del 16 giugno naturalmente. Poi si passerà alla scadenza successiva, cioè quella del 16 giugno per il saldo del 2026. L’IMU grava su tutte le case ad eccezione delle abitazioni principali di un nucleo familiare sempre che queste prime case non siano riportate in catasto alle categorie A1, A8 e A9 nel qual caso l’IMU sarebbe dovuta lo stesso.
Una tassa che è gestita a carattere locale, incassata dai Comuni che determinano anche le aliquote, gli sconti e le esenzioni. Però ci sono dei limiti per le amministrazioni locali, perché le regole generali le fissa lo Stato Centrale. E proprio dallo Stato e quindi per tutti i contribuenti che arriva una interessante possibilità di pagare una imposta ridotta.
Come funziona lo sconto del 25% IMU per il canone concordato?
Il contratto di affitto a canone concordato riduce l’IMU da pagare del 25%. Questo è lo sconto che viene concesso ai contribuenti e di cui parliamo adesso. Il contribuente che affitta l’immobile se utilizza la versione del contratto di locazione a canone concordato può beneficiare di questa riduzione dell’imposta.
Il canone concordato naturalmente è quella particolare tiptologia di contratto di affitto dove proprietario e inquilino non stabiliscono l’importo del canone stesso. In altri termini si usa una sorta di canone a prezzo calmierato e basato su accordi sottoscritti tra associazioni dei proprietari di casa e associazioni degli inquilini. Tutto come stabilito dalla legge 431 del 1998.
Ecco le regole statali e cosa cambia da Comune a Comune
Detto della legge da cui nasce la versione di canone in oggetto, va sottolineato che l’agevolazione del 25% è statale e quindi, è quella obbligatoria da applicare dal punto di vista di inquilini e proprietari. Lo ha stabilito la legge 160 del 2019, precisamente al suo articolo numero 1 comma 760.
Parliamo della legge di Bilancio 2020 emanata il 27 dicembre del 2019. Sempre in collegamento al canone concordato, i singoli Comuni nella loro piena autonomia possono stabilire anche sconti maggiori per quanti usano questo genere di contratto di affitto. Conviene quindi anche in vista della scadenza del 16 giugno, controllare le eventuali delibere del proprio Comune.
Naturalmente lo sconto va rapportato ai giorni di effettivo contratto a canone concordato inseriti su quel determinato immobile. Questo per quanto concerne casi di contratti avviati in corso d’anno 2026. Se il contratto è partito a marzo per esempio, i primi due mesi di imposta vanno considerati al netto dello sconto.



