Via alla campagna reddituale 2026 per molti pensionati. Dal 25 maggio scorso, infatti, l’INPS ha avviato per la stagione 2026 la campagna RedEst. Si tratta della consueta necessità per tanti pensionati italiani residenti all’estero, di comunicare i redditi rilevanti ai fini del diritto alla pensione o a parte di essa. Perché molti pensionati hanno la pensione collegata ai redditi o una parte della pensione che è “condita” da cifre aggiuntive collegate ai redditi. L’INPS ha ufficialmente dato il via alla campagna tramite messaggio ufficiale ed ha fornito le istruzioni sul da farsi, non solo per i redditi 2025 da comunicare con la campagna 2026 ma anche per i redditi degli anni precedenti per chi li ha omessi.
Nuova campagna Red sulle pensioni: Ecco dal 25 maggio chi deve per forza aderire
Partiamo dalla fine e cioè dalle conseguenze che ci sono per i casi di mancata adesione all’obbligo dichiarativo. I pensionati italiani residenti all’estero che prendono pensioni collegate ai redditi dovrebbero aderire alla campagna RedEst 2026 per comunicare i redditi 2025 e continuare a prendere le prestazioni. La stessa cosa accade ogni anno. L’INPS adesso ha avviato la campagna per il nuovo anno e nello stesso messaggio di avvio, ha pure confermato la riapertura dei termini e della procedura per comunicare i redditi 2024. In pratica ha riaperto i termini per la campagna RedEst 2025 già scaduta. Nel medesimo messaggio l’INPS sottolinea che per quanto riguarda la campagna RedEst 2024, cioè quella sui dati reddituali 2023, da fine marzo scorso la campagna è stata definitivamente cessata. Quindi chi ha omesso di dichiarare quell’annualità, adesso non può fare altro che passare alla domanda di ricostituzione della pensione. Il rischio nel non adempiere alla nuova campagna oppure alle dichiarazioni precedenti è la sospensione della pensione o di parte della pensione nello specifico della quota collegata ai redditi. La sospensione dura 60 giorni e se l’inadempienza prosegue, si passa poi alla revoca definitiva della prestazione medesima.
Le prestazioni collegate ai redditi
Detto dei rischi che si corrono e che l’adempimento non va assolutamente sottovalutato, bisogna capire come fare. E il messaggio INPS su questo è chiaro. Innanzitutto, sottolineando come per aderire alla campagna la procedura è esclusivamente telematica. Se ne possono occupare le sedi territoriali dell’INPS, i Consolati o gli enti di Patronato. Come dicevamo, la procedura è digitale ed è obbligatoria per chi prende:
- Maggiorazioni sociali sulle pensioni;
- Assegno sociale anche se in genere se si risiede all’estero il diritto viene meno;
- Assegni di invalidità civile;
- Prestazioni per ciechi o sordi:
- Pensioni di invalidità;
- Pensioni ai superstiti;
- Integrazioni al trattamento minimo;
- Pensioni di guerra indirette ai superstiti;
- Assegni familiari;
- Eventuale maggiorazione della pensione per figli a carico.
Quali redditi vanno per forza indicati nella nuova campagna Red sulle pensioni
In genere i redditi da dichiarare sono tutti quelli che incidono sul diritto a quelle prestazioni. Quindi tutti i seguenti redditi:
- Redditi da lavoro dipendente;
- Redditi da lavoro autonomo anche occasionale;
- Pensioni italiane o estere a prescindere dall’Ente che le paga;
- Redditi dei fabbricati;
- Canoni di affitto;
- Redditi dei terreni;
- Redditi di capitale;
- Plusvalenze;
- Redditi esteri.
In taluni casi l’INPS chiede tutti questi redditi anche al coniuge del titolare di quella determinata prestazione assoggettata all’obbligo di adesione alla campagna RedEst.



