Una notizia dal mondo della scuola che ricade nelle questioni previdenziale italiane è alquanto particolare e degna di approfondimento. La notizia proviene da Salerno, dove una donna di 67 anni non avendo ancora maturato i requisiti per andare in pensione, è stata riammessa nella graduatoria 2026-2029 come aspirante docente. La decisione di un Tribunale si scontra quindi con la regola che vuole le over 67 impossibilitate dal restare dentro le GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). Come si legge sul sito Orizzonte Scuola è stato un Giudice ad ordinare immediatamente il ricollocamento in graduatoria di questa donna precedentemente esclusa.
A 67 anni senza pensione? Per la scuola, riammissione in graduatoria
Una ordinanza davvero importante quella prodotta dal Tribuna di Nocera Inferiore dove è stato affrontato il caso di un ricorso di una donna che nel corso del 2025 ha compiuto 67 anni di età ma che alla luce dei suoi 18 anni di versamenti contributivi non ha i requisiti utili alla pensione di vecchiaia.
Una precaria della scuola che secondo le regole, ha annullato l’iscrizione in GPS per via del raggiungimento dell’età dei 67 anni. Precaria che adesso viene rimessa dentro le liste per via della pronuncia del Giudice del Tribunale prima citato.
Ecco la sentenza che cambia le carte in tavola anche per i precari
Quindi, una docente precaria della scuola ha ottenuto il via libera ad essere riammessa nella Graduatorie Provinciali Supplenze da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ma ha dovuto promuovere ricorso per rientrare nelle GPS. Come detto la storia è semplice.
La precaria aveva compiuto 67 anni nel 2025 ma era stata costretta a cancellare la sua domanda in sede di aggiornamento della graduatoria. Naturalmente per via del superamento del limite di età. Al riguardo la normativa ministeriale è chiara. Infatti, esclude chi ha raggiunto l’età pensionabile dalla graduatoria.
La penalizzazione evidente a cui sarebbe andata incontro la precaria ha spinto il giudice ad ordinare la ricollocazione nelle GPS. Penalizzazione non solo per la preclusione a trovare nuovo lavoro. Perché c’è anche quella nel maturare i restanti anni di contributi che gli mancano. Anni che necessariamente servono alla ricorrente per terminare quel percorso lavorativo e contributivo minimo che la porterebbe a maturare il diritto alla pensione oggi latente.
A 67 anni senza pensione vuol dire che devono esserci le possibilità di proseguire la carriera anche se precaria
Alla base della sentenza, i richiami alla Costituzione e quelli a precedenti sentenze della Consulta. Motivazioni basate quindi sul principio che sancisce come chi non ha ancora maturato il minimo contributivo ha diritto a proseguire l’attività lavorativa fino al conseguimento del requisito o quantomeno fino ai 71 anni di età.
Ed oltretutto, in base a delle direttive della UE, anche i lavoratori precari devono essere trattati alla stregua di tutti gli altri lavoratori e non possono essere discriminati con le penalizzazioni prima descritte.



