Aumento stipendio metalmeccanici: ecco le vere cifre

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di: Giacomo Mazzarella

aumento stipendio metalmeccanici

Metalmeccanici, nel 2026 arriva il tanto atteso aumento di stipendio. Il nuovo CCNL collettivo rinnovato produce aumenti che però sono ancora appesi ai dati sull’inflazione. Almeno sulla carta, perché come vedremo tutto ormai è definito. Si attendono i dati ufficiali dell’ISTAT sull’inflazione. E precisamente quelli dell’IPCA-NEI, che non è altro che l’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato e al Netto dei beni Energetici Importati.

Si tratta nel dettaglio dell’inflazione che viene considerata durante le piattaforme di rinnovo dei contratti collettivi del settore metalmeccanico. E proprio questo dato che manca per passare alla fase successiva del rinnovo, ovvero all’allineamento dei salari alle nuove tabelle previste.

Aumento stipendio metalmeccanici: ecco le vere cifre

A gironi si attendono questi nuovi dati sull’aumento del costo della vita e il dato definitivo farà da riferimento per gli aumenti di stipendio dei lavoratori metalmeccanici.

Ma si tratta di una questione di prassi, che serve solo per il via libera all’applicazione delle nuove tabelle. Infatti nella piattaforma di rinnovo del contratto metalmeccanici sono state emesse delle tabelle con i minimi salariali, che tengono conto di un dato più alto.

Sono stati utilizzati dati sull’inflazione più alti di quelli che effettivamente si ipotizzava potessero emergere e che emergeranno adesso. In buona sostanza le cifre di aumento dei salari sono belle e pronte ma l’iter prevede l’attesa del dato IPCA-NEI per l’applicazione definitiva.

Aumenti superiori all’inflazione

Ricapitolando, ai lavoratori metalmeccanici con l’applicazione del nuovo CCNL sottoscritto a novembre 2025 da Federmeccanica, Assistal e Fim-Fiom-Uilm scatteranno gli aumenti di salario che saranno, per importo, superiori a quelli derivanti dalla semplice applicazione dell’aumento del costo della vita in base all’indica IPCA-NEI del periodo gennaio-dicembre 2025.

Aumenti superiori perché per esempio, un lavoratore inquadrato al livello C3 riceve in più 53,17 euro anziché i circa 40 euro mensili che dovrebbero essere quelli derivanti dall’aumento dell’inflazione che si assesterà introno al 2%.

Va ricordato che il nuovo contratto collettivo applicato prevede che dal primo giugno 2026 i lavoratori otterranno l’aumento prestabilito e che per il livello C3 è pari, come detto, a 53,17 euro al mese. Ma è stato previsto anche un aumento di 59,58 euro dal primo giugno 2027 e di 64,87 euro dal primo giugno 2028.

 

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