Sull’ISEE molti commettono un errore che lo fa salire tanto, ecco come e cosa correggere

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di: Giacomo Mazzarella

ISEE errore

L’ISEE è fondamentale per milioni di famiglie italiane perché serve per avere accesso a prestazioni assistenziali, bonus, agevolazioni e sconti. Ormai tutte le famiglie ogni anno rinnovano l’ISEE così come, per esempio, ogni anno presentano la dichiarazione dei redditi. L’appuntamento con la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica per avere l’ISEE è un appuntamento di prassi quindi. Oggi le soluzioni per l’adempimento sono di più rispetto al passato. Restano attivi i canali dei CAF, dei consulenti e dei professionisti. Ma da quando è stata introdotta la versione precompilata della DSU, molti rinnovano l’ISEE da soli. Accedendo con SPID, CIE o CNS alla propria area riservata del sito INPS. Ma errare è facile. Lo è anche passando da professionisti e CAF figuriamoci facendo tutto da soli. Ecco un comune errore sull’ISEE che lo rende più alto e che fa perdere soldi, bonus, agevolazioni e tanto altro.

Sull’ISEE molti commettono un errore che lo fa salire tanto, ecco come e cosa correggere

Basta un errore e l’ISEE sale di molto. E vista l’importanza dell’ISEE, non è un errore di poco conto. Questo errore nella DSU potrebbe finire con il far lievitare l’ISEE in maniera tale da renderlo inutilizzabile per molte delle prestazioni assistenziali che lo Stato offre alle famiglie e che hanno dei limiti ISEE da non superare. Per esempio, se l’ISEE va oltre i 9.796 euro per famiglie con massimo 3 figli a carico oppure oltre i 20.000 euro per quelle ancora più numerose, si perde il diritto al bonus sociale su luce, acqua e gas.

L’attenzione quando si compila la DSU sul sito dell’INPS deve essere massimale. Nella versione precompilata della DSU presente sul sito dell’INPS, molti dei dati relativi al patrimonio e ai redditi sono già presenti. Ma non vuol dire che siano a prova di errore.

Per esempio, i dati delle proprietà immobiliari del nucleo familiare sono già presenti come l’INPS li ha recuperati dalle banca dati dell’Agenzia del Territorio (il Catasto di terreni e fabbricati). Ma è proprio su questo che si materializza l’errore che porta ad un incremento dell’ISEE e alla perdita di bonus e agevolazioni.

Come fare a comprendere l’errore che penalizza molte famiglie

Nessun errore da parte dell’INPS nel riportare i dati dei patrimoni immobiliari componente per componente nella DSU di una famiglia. E nessun errore nemmeno nella banca dati catastale, dove effettivamente tutti i patrimoni di cui hanno titoli di proprietà i componenti la famiglia, vengono riportati nella DSU. Semmai l’errore lo commette il diretto interessato che non controlla una voce.

Parliamo dell’abitazione principale del nucleo familiare. Un immobile che incide di meno rispetto a tutti gli altri immobili, che gravano sull’ISEE in misura pari al 20% del loro valore. La casa di abitazione principale gode di una detrazione che nel 2026 è pure diventata maggiore. In pratica, c’è una franchigia che abbatte il valore della casa dove abita il nucleo familiare richiedente l’ISEE. E se la franchigia è superiore al valore, ecco che la prima casa del nucleo familiare non incide nel calcolo dell’ISEE.

Nel 2026 è stata introdotta una nuova franchigia paria a 91.500 euro, nettamente meglio della precedente che era pari a 52.500 euro. E per i Comuni capoluogo o per le città metropolitane, la soglia della franchigia sale a 120.000 euro. Ma nella DSU precompilata, tutti gli immobili presenti, sono preinseriti senza essere considerati abitazione principale.

Deve essere l’interessato a indicare quale degli immobili presenti sia l’abitazione principale. Chi non si rende conto di tutto questo e continua con la DSU senza correggere questo aspetto, ottiene un ISEE perfettamente valido ed in corso di validità. Ma sbagliato come importo, che naturalmente non sfruttando la franchigia sull’abitazione principale, risulterà più alto.

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