Non è la prima volta e non sarà l’ultima volta che una pensione anticipata erogata dall’INPS ad un lavoratore, prevede il divieto di cumulare i redditi da pensione con i rediti da lavoro. Oggi una sola misura prevede questo divieto ed è l’Ape sociale. Ma fino al 31 dicembre 2025 anche la quota 103 prevedeva questo divieto e così anche le versioni precedenti di queste misure per quotisti, cioè la quota 102 e la quota 100. Ma come funziona questo divieto e quando decade?
Pensioni e divieto di cumulare redditi da lavoro, fino a quando?
Andare in pensione prima è un sogno per tanti contribuenti. E le misure che consentono di uscire prima dal lavoro non mancano certo. Alcune di esse come detto in premessa, prevedono il divieto di lavorare sia alla data di presentazione della domanda di pensione, con l’obbligo di interrompere qualsiasi attività lavorativa che durante gli anni di fruizione della pensione. Se vuoi andare in pensione prima è perché non ti interessa più lavorare. E allora ecco che l’INPS ti dà la pensione ma non ti permette di lavorare.
Può essere sintetizzato in queste regole il caso che oggi riguarda chi esce con l’Ape sociale (o con le misure per quotisti cristallizzate, ndr). In altri termini, ci sono misure che non consentono di lavorare dopo aver ottenuto l’ok al trattamento da parte dell’INPS. L’unica attività lavorativa che viene ammessa è quella del lavoro autonomo a carattere occasionale fino a 5.000 euro di reddito aggiuntivo per anno solare. Sono piccole attività lavorative svolte senza carattere di continuità (per esempio le lezioni private, ndr).
Divieto di lavorare ma fino a quando e con che scappatoie?
Il divieto non va assolutamente sottovalutato perché chi viene trovato a lavorare mentre prende la pensione con l’Ape sociale o con una delle varie quote prima citate, subisce immediatamente la sospensione della pensione ed oltretutto è costretto a restituire all’INPS tutti i ratei di pensione percepiti nello stesso anno in cui l’interessato è tornato a lavorare. Una cosa però va detta.
Il divieto vale per delle particolari misure in deroga che anticipano la pensione ed in alcuni casi (l’Ape sociale, ndr), accompagnano solo il lavoratore alla giusta età pensionabile. E come l’interessato arriva all’età pensionabile, il divieto viene meno. A 67 anni si può tronare a lavorare quindi. Nel caso dell’Ape sociale è naturale che si passi a questo sblocco visto che è la misura a decadere. L’interessato deve a quella età andare a chiedere la pensione di vecchiaia. Per le misure per quotisti invece il divieto viene meno semplicemente.


