Pensioni anticipate più facili e la legge Fornero non fa paura

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di: Giacomo Mazzarella

pensioni anticipate

Una novità ribadita per l’ennesima volta in una sentenza di un giudice rende le pensioni anticipate più facili da centrare. Non è la prima volta che dei Tribunali entrano a gamba tesa sulle interpretazioni, spesso troppo restrittive dell’INPS su regole, norme e vincoli delle varie misure di pensionamento. Ma sulle pensioni anticipate l’INPS sbaglia, e quindi i lavoratori possono più facilmente andare in pensione. E parliamo della misura ordinaria che permette uscite senza limiti di età e che una volta si chiamavano pensioni di anzianità.

Pensioni anticipate più facili e la legge Fornero non fa paura

Arrivare a 42 anni e 10 mesi di contributi è più facile adesso dopo che una nuova sentenza che conferma alcune precedenti pronunce della Cassazione, ha dato per l’ennesima volta ragione ai ricorrenti contro l’INPS.

Sono almeno quattro le sentenze che confermano come tutti i contributi versati, a qualsiasi titolo sono utili alla pensione anticipata. Una nuova sentenza del Tribunale di Siena, nello specifico la numero 208/2026 emanata ad aprile scorso ha pari pari copiato le pronunce della Suprema Corte di Cassazione numero 24916/2024, numero 24952/2024 e numero 27910/2025.

E come per le precedenti, anche quella del Tribunale di Siena ha stabilito che per la pensione anticipata ordinaria nata dalla Legge Fornero in sostituzione delle pensioni di anzianità, non esiste il vincolo dei 35 anni di contribuzione effettiva.

Questo significa che anche i contributi figurativi, compresi quelli da Naspi, da altre indennità per disoccupati e da malattia o infortunio, devono essere considerati validi per arrivare ai 42,10 anni di contributi (41,10 per le donne) anche se finiscono dentro i 35 anni effettivi che dice l’INPS.

Cosa cambia adesso e come funziona il meccanismo

Pensioni anticipate più facili quindi, perché in effetti spesso era il fattore dei 35 anni effettivi a negare il pensionamento a tanti contribuenti che pure si trovavano con la giusta contribuzione totale, ovvero i già citati 42,10 o 41,10 anni di versamenti.

Il vincolo dei 35 anni effettivi viene meno e la decisione che ripetutamente prende la giurisprudenza dovrebbe applicarsi anche alla quota 41 precoci, altra misura che non prevede limiti di età, ma prevede, almeno sulla carta, il vincolo della contribuzione effettiva.

Questo vincolo, almeno secondo alcune giustificazioni dei giudici, si applica, come la normativa prevede, solo alle pensioni anticipate contributive, dove effettivamente è necessario arrivare ai 20 anni di contributi minimi previsti, senza alcun contributo figurativo nel calcolo.

Si tratta di un qualcosa di molto importante adesso, soprattutto alla luce del fatto che dal 2027 inizieranno a crescere i requisiti tanto per le pensioni anticipate ordinarie che per la quota 41. Perché il mese in più previsto dall’aspettativa di vita e confermato dall’ultima legge di Bilancio, non incide solo sull’età pensionabile della pensione di vecchiaia ma anche su queste misure distaccate da limiti anagrafici.

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