Le pensioni a 64 anni di età anche nel 2026. Le vie per le uscite anticipate a questa età sono ancora confermate e solo fino al 31 dicembre 2026 resterà con le regole odierne. Poi si applicherà il solito aumento per le aspettative di vita. Ma come si va in pensione nel 2026 anche alla luce dei nuovi parametri inseriti dal primo gennaio scorso?
I contributivi puri e la pensione a 64 anni, ultima chiamata, poi il cambio
Serviranno 64 anni ed un mese per andare in pensione con le anticipate contributive dal primo gennaio 2027. E poi cambierà l’importo dell’assegno sociale che, come vedremo dopo, è un fattore da considerare per le possibilità di sfruttare la pensione. anticipata contributiva. Di conseguenza, fino al 31 dicembre prossimo i requisiti saranno sempre i soliti e cioè 64 anni come età anagrafica minima da raggiungere e 20 anni come contribuzione minima. Considerando che oggi l’assegno sociale è pari a 546,24 euro al mese, per ottenere il via libera alla pensione anticipata contributiva visto il requisito minimo delle 3 volte l’assegno sociale, il trattamento deve essere non inferiore a 1.638,72 euro al mese. Con riduzioni in base ai figli avuti solo per le donne. Che possono accedere alla quiescenza con questa misura con un trattamento pari a 1.529,47 euro al mese con un figlio avuto (2,8 volte l’assegno sociale) e pari a 1.420,22 euro al mese con più di un figlio avuto (2,6 volte l’assegno sociale).
Pensioni a 64 anni entro fine 2026: ecco le soluzioni, ultime news
Come abbiamo detto prima, dal primo gennaio 2027 non solo addio ai 64 anni di età come soglia minima. Perché cambierà anche l’assegno sociale, destinato a salire per via dell’inflazione. E se sale l’assegno sociale, sale anche la pensione minima da centrare. Ipotizzando che con un tasso di inflazione di oltre il 2% non è difficile ipotizzare un assegno sociale a circa 560 euro al mese, è evidente che servirebbe una pensione di 1.680 euro al mese per ottenere il via libera all’uscita a 64 anni ed un mese da parte dell’INPS.
Entro fine anno comunque tutto resta invariato. Comprese le agevolazioni anagrafiche sempre per le donne. Che potrebbero uscire con 4 mesi di sconto sui 64 anni di età, per ogni figlio avuto fino a massimo 16 mesi di anticipo. Oppure, se nel frattempo si trovano ad essere arrivate a 64 anni di età, possono chiedere il calcolo con il coefficiente migliore di un anno se hanno avuto uno o due figli e di due anni migliore con tre o più figli. Tutto questo in modo tale da garantirsi un calcolo più favorevole della pensione che riesca, all’occorrenza, a far superare quelle soglie minime di prestazione che abbiamo descritto in precedenza.



