Tra i contribuenti che stanno presentando il modello 730 in questi giorni corre voce che non ritoccando la dichiarazione precompilata non si rischiano controlli. Poi però in alcune circostanze, le voci presenti nella dichiarazione precompilata sono carenti e vanno ritoccate. Può capitare anche con oneri detraibili molto comuni come lo sono per esempio le spese sanitarie. La paura di chi si trova davanti al bivio se correggere la precompilata di finire in controlli fiscali fastidiosi è tanta. C’è chi si chiede per esempio se conviene accettare di buon grado ciò che il Fisco trova per evitare di finire tra le grinfie dello stesso Fisco. A costo di perdere rimborsi fiscali a loro vantaggio. Ma è davvero così pericoloso ritoccare il proprio modello 730?
Modello 730 precompilato e modifiche: quando scattano i controlli?
In effetti chi accetta il modello 730 così come lo ha apparecchiato l’Agenzia delle Entrate, cioè con i dati precompilati inseriti, evita i controlli formali. Ma cosa sono questi controlli? La normativa di riferimento è vecchia ed è il DPR numero 600/73 all’articolo numero 36-ter a prevedere i controlli a campione che il Fisco può effettuare sulla dichiarazione dei redditi di un contribuente.
Controlli che prevedono una richiesta di documentazione da parte del Fisco e una rimessa documenti obbligatoria da parte del contribuente o di chi ha trasmesso per suo conto il modello 730 (CAF, consulenti e altri professionisti abilitati). In pratica l’Agenzia delle Entrate può chiedere al contribuente di produrre scontrini, fatture ed ogni altro documento sulle spese scaricate o sui redditi prodotti. Il controllo di questi documenti con il dichiarato e con il riscontrato in origine nel modello 730 può portare ad una conferma senza intoppi della dichiarazione.
Oppure a delle minori imposte versate, maggiori rimborsi ottenuti e così via dicendo. Resta il fatto che questo controllo formale, almeno stando alla regola generale, viene evitato da chi accetta pari pari la dichiarazione così come è nel cassetto fiscale.
Ecco come funzionano i controlli
Niente controlli fiscali, o almeno per grandi linee è così. Perché poi nulla vieta al Fisco di avviare controlli di fronte a dichiarazioni che prevedono un rimborso di imposta piuttosto elevato (sopra 4.000 euro la soglia, ndr). Comunque, a tutti gli effetti, senza toccare il modello 730 precompilato ed inviandolo così com’è, un problema in meno. Ma se mancano spese detraibili nella precompilata, se mancano alcuni familiari a carico e se per qualsiasi altra ragione il contribuente si trova a dover ritoccare la dichiarazione si corrono rischi?
Prima di rinunciare a degli sgravi di imposta non inserendo delle spese anche se detraibili, per il solo fatto che il Fisco non le ha inserite, per una qualsiasi ragione, nel modello precompilato, meglio pensarci su.
Perché se tutto è in regola, se la spesa è effettivamente detraibile, se c’è la ricevuta di pagamento telematico e la relativa fattura, non ci sono pericoli. E finire sotto controllo non deve intimorire se tutta la documentazione è ok.
Tra l’altro ci sono alcuni interventi sulle dichiarazioni dei redditi precompilate e quindi pure sul 730, che il Fisco non considera come dei veri correttivi da cui far scaturire i controlli. Oltretutto parliamo di controlli formali a campione, e quindi anche correggendo il modello 730 non è detto di finire dentro queste attività del Fisco.



