Una delle materie più spigolose tra quelle con cui hanno a che fare i contribuenti italiani è senza dubbio la Successione ereditaria. Quando si perde un familiare bisogna espletare tutta una serie di adempimenti burocratici che sono abbastanza complicati da capire. Un’altra materia altrettanto spigolosa è quella fiscale. E quando le due cose si mixano, riguardando lo stesso contribuente che deve adempiere, ecco che sbagliare diventa facile. Il nostro focus odierno riguarda le sanzioni fiscali in capo al defunto e la successione su questi autentici debiti che finiscono agli eredi. Si pagano le sanzioni del defunto, non si pagano, si ereditano o meno sono tutte le cose che adesso chiariremo, soprattutto alla luce di una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione.
Sanzioni del defunto: chi le paga con la Successione?
Ci sono talmente tante sfaccettature nel sistema fiscale italiano che spesso e volentieri sono i Tribunali a chiarirne il funzionamento. E se intervengono i Tribunali significa che sono cose che spesso finiscono con ricorsi e azioni legali da parte dei contribuenti. Come dicevamo in premessa, il mix tra regole fiscali, sanzioni e multe unite alle normative sulla Successione ereditaria, sono un argomento su cui bisogna capire diverse cose. Ma forse adesso le cose sono più chiare, perché secondo una recente pronuncia della Cassazione, le sanzioni fiscali del defunto a prescindere dal loro importo, non devono essere pagate dagli eredi.
Molte volte un erede rinuncia all’eventuale lascito del parente defunto perché a conti fatti ha più debiti che crediti. Altre volte però i debiti maggiori dei crediti sono solo sulla carta. Perché per esempio chi pensa a rinunciare alla casa lasciata da un genitore per evitare di dover pagare delle sanzioni fiscali che il genitore aveva contratto, sbaglia. Secondo gli ermellini della Cassazione, le sanzioni fiscali non passano di mano anche se sono di diverse migliaia di euro.
Ecco la normativa italiana sulla trasmissibilità dei debiti per Successione
La normativa sulla trasmissibilità dei debiti fiscali è contemplata da una vecchia normativa che fa riferimento al DPR numero 600 del 1973. Se un debito fiscale del defunto è sorto completamente prima della data del decesso, gli eredi sono obbligati a subentrare come soggetti passivi. In linea di massima il Fisco trovando dei debiti di un soggetto defunto, chiama in causa gli eredi, a volte tutti insieme altre volte scegliendone solo uno. Ma resta l’obbligo solidale tra gli eredi in misura pari alla quota di eredità spettante a ciascuno di essi.
Ma bisogna capire che genere di debito fiscale passa agli eredi, perché adesso la Cassazione chiarisce che una cosa sono le imposte, le tasse o i tributi evasi dal defunto quando era in vita. Un’altra cosa sono gli interessi per pagamento ritardato. Ed un’altra cosa ancora sono le sanzioni per le violazioni.
Imposte, tasse, interessi ma anche sanzioni, ecco come funzionano
Se parliamo di imposte, per esempio, parliamo di evasione da un obbligo fiscale che era in capo al defunto e che naturalmente, vista la loro componente patrimoniale, passano agli eredi. Anche la logica lo prevede. Se si eredita una casa, che ha un determinato valore, è del tutto evidente che se il genitore defunto non ha versato l’IMU per tempo, questa la versa l’erede che è diventato titolare del diritto di proprietà della casa aumentando il suo patrimonio. Si ereditano sia le cose attive che le cose passive in questo caso.
Compresi gli interessi maturati da quel credito del Fisco, perché anche la maggiore imposta dovuta per via dell’omesso versamento nei termini ricade su chi eredita. Diverso è il caso delle sanzioni. Che poi sono l’oggetto del nuovo chiarimento della Cassazione. Nell’ordinanza numero 22476/2025 infatti gli ermellini sottolineano come le sanzioni su un omesso versamento di tasse, imposte e cose simili, non ricadono sugli eredi perché sono personali del defunto.
Lui è stato responsabile diretto dell’omesso versamento e non si può chiedere agli eredi di accollarsi anche la responsabilità del parente defunto. Anche se il caso specifico dell’ordinanza parla di omessa dichiarazione di dotazioni estere di un defunto, la situazione si può estendere a tante imposte e tante tasse. Se un defunto non ha versato l’IMU, per esempio, ricadono sugli eredi l’imposta evasa, gli interessi per ritardato pagamento, ma non le sanzioni.



