Notizie sulle pensioni e novità in arrivo in tema previdenziale, anche se a dire il vero pare che le priorità per il governo oggi siano altre. Parliamo naturalmente delle priorità riguardanti le questioni geopolitiche delle varie guerre, dei dazi, oppure delle questioni inerenti alla crisi energetica, le bollette salate, il costo del carburante e così via dicendo. Eppure, le pensioni sono sempre un argomento che è all’attenzione di un esecutivo. Che prepara interventi anche se la manovra finanziaria è ancora distante e come da calendario, dopo l’estate dovrebbe essere lavorata, per la sua presentazione intorno al mese di ottobre e per i canonici passaggi parlamentari che poi porterebbero alla sua approvazione a fine anno. Il mondo dei lavoratori si aspetta novità sulle pensioni e al momento le notizie che trapelano sono sostanzialmente due.
Sulle pensioni in arrivo novità, ecco le ultime notizie
Sicuramente non sembrerà un cambio radicale di passo per le pensioni visto che si parla di allargare la platea dei beneficiari della pensione di vecchiaia contributiva, ma come vedremo per tanti potrebbe essere importante. La pensione a 71 anni con 5 anni di contributi, che è prevista da una misura che si chiama pensione di vecchiaia contributiva, è destinata solo a una ridotta platea di contribuenti.
Si tratta di contribuenti che hanno la loro data di iscrizione alla previdenza successiva al 31 dicembre 1995. I cosiddetti contributivi puri solo quelli a cui l’INPS assegna la pensione, a domanda, al compimento dei 71 anni di età con solo 5 anni di contributi. Per chi ha cominciato a versare prima del 1996 non c’è questa possibilità.
E tanti restano senza pensione proprio perché non raggiungendo la soglia minima dei 20 anni di versamenti a 67 anni di età, in pensione non ci possono andare. I contributivi puri invece per lo meno quando arrivano a 71 anni possono godere del trattamento.
Mentre gli altri lasciano molti anni di versamenti inutilizzati (cd contributi silenti, ndr). Il governo vorrebbe allargare anche ai misti la possibilità di uscita a 71 anni con 5 anni di contributi. La novità sulle pensioni è questa e parte, almeno stando alle ultime notizie, dall’obbligo di accettare il calcolo contributivo della pensione per questi soggetti.
L’Isopensione con 7 anni di anticipo fino al 2029
Altra novità allo studio, ma che ha grandi chance di essere confermata stando alle ultime notizie che trapelano da fonti vicine al dossier pensioni del governo è l’Isopensione. Naturalmente non si tratta di una nuova misura, ma della conferma dell’extra vantaggio che la misura ha oggi ma solo fino al 31 dicembre 2026. L’Isopensione è uno scivolo a completo carico del datore di lavoro.
Le aziende con almeno 15 dipendenti in organico passando da una intesa con i sindacati che hanno la più alta rappresentanza in seno all’azienda stessa, possono prepensionare i lavoratori più vicini alla pensione. Inizialmente venne previsto che dovevano essere i dipendenti che si trovavano a 4 anni dalle pensioni di vecchiaia o anticipate quelli dentro la possibilità di scivolo con l’Isopensione. Poi si passò a 7 anni, ma solo per le uscite previste fino alla fine del 2026. Il governo invece è propenso adesso ad estendere il vantaggio dei 7 anni fino al 2029.



