Siamo sicuri che la pensione che paga l’INPS ogni mese sia giusta dal punto di vista dei calcoli e dei diritti? Una domanda che farebbero bene a porsi tanti pensionati soprattutto alla luce dei dati statistici che certificano come ogni tre pensioni erogate dall’INPS una di queste statisticamente è sbagliata a sfavore del pensionato. Significa che una pensione su tre presenta degli importi inferiori a quelli che il contribuente avrebbe dovuto percepire. Questa cosa è sottolineata spesso dai sindacati quando avviano quelle campagne di sensibilizzazione molto diffuse in cui suggeriscono ai loro assistiti di provare a ricalcolare la propria pensione. Ma una cosa del genere è anche ciò che adesso un nuovo studio mette in luce e che addirittura parla di pensioni penalizzate fino a 400 euro al mese per tanti pensionati.
Pensioni più basse di quelle spettanti: ecco la soluzione con arretrati inclusi
Pensioni penalizzate quindi per tanti pensionati e questi nemmeno lo sanno. Perché credono che la pensione erogata dall’INPS sia sempre giusta e che il trattamento sia commisurato alla loro situazione contributiva e maturata. Ma invece a volte le cose non sono esattamente così.
Per esempio, ci sono lavoratori discontinui, che cambiano spesso gestione previdenziale, che si trovano con carriere spezzettate e con la necessità di riunificare i contributi nella gestione a cui chiedono la pensione. Tra ricongiunzione, cumulo, totalizzazione, pensioni liquidate pro quota da ogni gestione o liquidate secondo le regole della gestione principale e così via dicendo.
Sono talmente tanti gli aspetti da considerare in sede di liquidazione di una prestazione, che l’errore è dietro l’angolo. E se l’errore porta ad un trattamento inferiore per il pensionato, è un bel problema. Uno studio di un network che si chiama Consulcesi & Partners mette in risalto che uno dei fattori che maggiormente “innaffia” la statistica sulle pensioni sbagliate sono proprio le carriere spalmate tra più gestioni e sulla cui ricongiunzione spesso l’INPS commette errori.
Pensioni sbagliate, con importi a discapito dei pensionati e più basse di quelle spettanti
Un altro fattore importante per il diritto alle pensioni e per il calcolo, sono i contributi figurativi. E questo genere di contribuzione è un altro problema molto spesso, con periodi considerati poco e male o non considerati affatto. Anche in questo caso parliamo di pensionati penalizzati, visto che i contributi figurativi dovrebbero essere validi sia per l’importo della prestazione che per il diritto alla pensione.
Ma a volte a commettere errori è il pensionato. Soprattutto chi ha una pensione minima, deve sapere che esistono delle somme aggiuntive che l’INPS può erogare, ma solo a domanda del diretto interessato. Per esempio, ci sono le maggiorazioni sociali, le integrazioni al trattamento minimo, al milione, gli ANF, le quattordicesime e così via dicendo.
Sono tutte voci aggiuntive della pensione che se il pensionato non le chiede, nessuno le concede. E nascono così i diritti inespressi, autentico fenomeno in campo previdenziale, che nello specifico sono questi diritti che il pensionato ha e che non sfrutta per anni e anni.
Come sistemare la situazione
Naturalmente dobbiamo anche sottolineare come a tutto ci sia una soluzione. E per ogni evenienza andrebbe usata la domanda di ricostituzione di pensione che è una domanda con cui il pensionato chiede all’INPS il riconteggio della prestazione. Può essere per motivi reddituali, come per esempio nel caso delle maggiorazioni sociali che da un anno all’altro possono essere spettanti o non spettanti.
Essendo collegate ai redditi, è evidente che parliamo di prestazioni che variando i redditi del diretto interessato, da un anno all’altro possono variare anch’esse. Poi c’è la ricostituzione per motivi contributivi, che si può usare nel caso di contribuzione non considerata al momento della liquidazione della pensione.
Ed infine c’è la ricostituzione per motivi familiari, che serve per esempio quando un familiare presente nel nucleo, da un anno all’altro diventa a carico del pensionato o esce fuori dal carico. Intervenendo sulle pensioni, si possono recuperare, se si materializza il caso delle pensioni sbagliate, fino a 5 anni di arretrati.



