Hai delle cartelle esattoriali che ti tolgono il sonno la notte perché sono troppe e non riesci a pagarle? Prima di passare a chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione una rateizzazione ordinaria, per evitare che dalle cartelle esattoriali si finisca dentro a provvedimenti ben più gravi come sono i fermi amministrativi, i pignoramenti o le ipoteche, ecco una soluzione alternativa che tra le altre cose il Fisco italiano mette a disposizione dei contribuenti da tempo. Parliamo della compensazione. Perché spesso ci sono contribuenti che hanno si dei debiti e delle cartelle, ma hanno anche dei crediti di imposta. Soprattutto i contribuenti che hanno delle opere di ristrutturazione edilizia, di ecobonus e così via dicendo, finiscono con il diventare creditori di imposta.
E compensare i crediti con i debiti è possibile. Ecco perché anche nel 2026 chi ha delle cartelle esattoriali a proprio carico, potrebbe anche pensare di ristrutturare casa per maturare quei crediti che poi l’anno prossimo potrebbero diventare utili a chiudere con tutti i debiti verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Ecco come sfruttare ecobonus e bonus ristrutturazione per cancellare le cartelle esattoriali
Certo, si tratta di un qualcosa che è pure abbastanza complicato da ipotizzare e cioè con un contribuente che non riesce a pagare le cartelle esattoriali e poi passa a ristrutturare casa. Ma effettivamente chi si trova davanti ad un estratto di ruolo con numerose cartelle esattoriali “scoperte”, potrebbe anche decidere di sistemare casa, magari adeguandola al risparmio energetico sfruttando l’ecobonus, per poi passare l’anno venturo ad un autentico piano B sulle sue cartelle esattoriali. Un esempio chiarirà tutto.
Prendiamo un contribuente che ha 5.000 euro di debiti all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Ben 5.000 euro di cartelle esattoriali da saldare. Prima che queste cartelle completino il loro percorso, e finiscano con il diventare esecutive a 360 gradi (non che non lo siano già in origine, ndr), si può anche pensare di sistemare casa. Sfruttando le detrazioni per le opere di ristrutturazione.
Che permettono se si tratta di opere di ristrutturazione che riguardano la casa di abitazione principale del nucleo familiare, di scaricare il 50% della spesa sostenuta fino a massimo 96.000 euro di spesa complessiva. E con la possibilità di spalmare in 10 annualità consecutive di dichiarazione dei redditi, il recupero fiscale.
Ogni 10.000 euro di spese di ristrutturazione se ne recuperano 5.000 come sgravio fiscale. Portando 500 euro di sgravio per anno di dichiarazione, ogni 10.000 euro di spese scaricate.
La compensazione delle opere di ristrutturazione con le cartelle esattoriali
Molti contribuenti che sfruttano le detrazioni per le opere di ristrutturazione, ogni anno vanno a rimborso di imposta. Con il loro 730 questi contribuenti ottengono un rimborso che in genere arriva ad agosto in busta paga, con il cedolino di pensione o a dicembre con bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Ma con la riforma della riscossione è stato introdotto un particolare meccanismo che potrebbe essere sfruttato per cancellare le cartelle. L’Agenzia delle Entrate infatti in presenza di un credito da modello 730 superiore a 500 euro chiede all’Agenzia delle Entrate Riscossione se il contribuente interessato ha delle cartelle esattoriali da versare. E se così è, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del concessionario alla riscossione il credito di quel contribuente.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione contatta il contribuente e nel caso offre la possibilità di accettare la compensazione. In pratica, usando il credito per pagare le cartelle. Va detto che in assenza di adesione alla proposta da parte del contribuente, le cartelle resterebbero a suo carico. Ma il credito non verrebbe sbloccato subito, perché è congelato e disponibile per l’Agenzia delle Entrate Riscossione fino al 31 dicembre dell’anno successivo.



