I nati nel 1961 possono sentirsi a ragione gli sfortunati delle pensioni, almeno stando alle nuove regole sulle aspettative di vita che portano ad un aumento da uno a tre mesi dell’età pensionabile. Ma a tutto c’è una soluzione. Magari poco nota, ma che se sfruttata, permette di anticipare la pensione superando gli inasprimenti.
A che età vanno in pensione i nati nel 1961 e con quanti contributi?
Se i nati nel 1958 con 20 anni di contributi versati sono riusciti ad andare in quiescenza nel 2025 al compimento dei 67 anni di età. E se i nati nel 1959 sono riusciti a fare la stessa cosa nel corso del 2026 o ce la faranno entro fine anno, diverso è il caso dei nati nel 1960 e del 1961.
I primi che compiono l’età pensionabile nel 2027, avranno bisogno di un mese in più perché questa età per via dell’aspettativa di vita sale di un mese nel 2027. Quindi con 20 anni di contributi versati bisognerà andare in pensione di vecchiaia sola a 67 anni e un mese.
L’aspettativa di vita infatti prevede un incremento di tre mesi dei requisiti previdenziali delle misure di pensionamento ordinarie, tra cui la pensione di vecchiaia con l’età pensionabile. Ma nel 2027 il governo Meloni ha deciso di aumentare solo un mese dei tre previsti per spostare l’aumento pieno solo dal 2028.
Ed è proprio per questo che i nati nel 1961 che compiono l’età pensionabile nel 2028 dovranno arrivare a 67 anni e 3 mesi. Questo significa che i nati nel 1961sono davvero i più penalizzati e sfortunati dalle nuove regole di pensionamento che faranno capolino a partire dal prossimo primo gennaio 2027.
Ecco come funzionano gli sconti anti aumento dell’età pensionabile
Eppure, ci sono alcune soluzioni che consentono a dei contribuenti di evitare quello che a tutti gli effetti è un autentico salasso. Perché ci sono dei contribuenti che potrebbero evitare di subire questo inasprimento dei requisiti per andare in pensione.
La possibilità è destinata a soggetti che si trovano, anche se sono nati nel 1961, nella possibilità di sfruttare una regola che riguarda però solo le lavoratrici madri che rientrano nel sistema contributivo. In buona sostanza parliamo di lavoratrici che hanno avuto dei figli durante la loro vita e che hanno il loro primo versamento successivo al 1995. Praticamente, si può sfruttare una regola che vuole quattro mesi di taglio dell’età pensionabile per ogni figlio avuto fino a massimo 16 mesi per chi di figli ne ha avuti quattro o più.
In questo modo anche una lavoratrice nata nel 1961 che dovrebbe aspettare 67 anni e 3 mesi per la pensione e quindi il 2028, potrebbe uscire dal lavoro a 66 anni e 8 mesi con un figlio, a 66 anni e 4 mesi con due figli ed a 66 anni esatti con tre figli. Ma sfruttando lo sconto pieno che porta alla pensione addirittura a 65 anni e 8 mesi con 4 o più figli avuti.



