La dichiarazione dei redditi è un adempimento obbligatorio che deve espletare il contribuente che rientra nei casi di obbligatorietà della dichiarazione, per pagare le imposte sui redditi. Il motivo per cui bisogna presentare la dichiarazione sostanzialmente è questo. Ma nell’immaginario collettivo e nel sistema, i contribuenti presentano la dichiarazione per recuperare il rimborso Irpef spettante.
Il rimborso fiscale è senza dubbio la motivazione principale che spinge un contribuente a presentare il modello 730 nonostante la motivazione principale dovrebbe essere quella di chiudere la partita fiscale dell’anno precedente quello in cui si presenta il modello. Comunque, il rimborso fiscale è quanto meno il motivo principale per cui contribuenti hanno molta fretta nel presentare la dichiarazione dei redditi. E sarà così anche per il modello 730 del 2026 quello che è già presente nel cassetto fiscale dei contribuenti ma per il momento solo nella versione informativa perché si può solo visionare ma non ancora inviare. Solo da metà maggio si potrà iniziare a spedire la dichiarazione dei redditi dopo averla corretta. Il imborso fiscale è molto importante dicevamo ma adesso vedremo come per via della riforma della riscossione ci sarà chi, a prescindere dalla velocità che utilizzerà per inviare la dichiarazione, non riceverà alcun rimborso che resta congelato fino al 31 dicembre dell’anno successivo. Con l’incasso che rischia di spostarsi solo al 2028 quindi.
Modello 730/2026, i rimborsi 2026 solo nel 2028, ecco chi rischia
Il problema prima descritto è qualcosa che molti contribuenti troveranno nel corso del corrente anno di dichiarazione. Perché tanti resteranno in attesa del tanto agognato rimborso fiscale ma non lo riceveranno né in busta paga, e nemmeno con il cedolino di pensione o con accredito diretto in conto corrente. Il problema nasce come vedremo, dalle cartelle esattoriali. Chi ha delle cartelle esattoriali a proprio carico rischia seriamente di dover dire addio al rimborso fiscale o quantomeno di dover posticipare il suo incasso anche se la presentazione della dichiarazione è fatta nei termini. Chi è convinto di prendere un rimborso tra luglio e agosto o nella busta paga o con il cedolino di pensione potrebbe rimanere deluso dal fatto che l’Agenzia delle Entrate ha il potere di congelare il tutto. Il meccanismo è ormai chiaro. L’Agenzia delle Entrate in presenza di un rimborso da erogare chiede all’Agenzia delle Entrate riscossione se il contribuente interessato ha delle cartelle esattoriali. Ed in questo caso il problema si materializza.
Come funziona la corretta procedura
Cosa succede se ci sono delle cartelle esattoriali a carico di un contribuente che ha diritto al rimborso nel modello 730? La domanda ha una risposta semplice. Per prima cosa va detto che il rimborso deve essere superiore a 500 euro per far scattare la procedura. L’Agenzia delle Entrate prima di pagare il contribuente non fa altro che chiedere all’Agenzia delle Entrate se ci sono cartelle. Se il concessionario risponde affermativamente, al contribuente viene proposta la compensazione tra cartelle e rimborso. Nel caso di risposta affermativa del contribuente, la compensazione va in porto. Il rimborso cancella le cartelle o parte di esse se il loro valore supera il rimborso. In pratica, rimborso trattato come un acconto sul dovuto. Se il contribuente non vuole compensare, può farlo liberamente, ma il suo rimborso è messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione fino al 31 dicembre dell’anno successivo e quindi fino al 31 dicembre 2027.



