Guida al modello 730/2026: le tre diverse detrazioni per il canone di affitto

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di: Giacomo Mazzarella

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Capita spesso di imbattersi nel 730, in possibili detrazioni e deduzioni di imposta che non tutti comprendono bene come si possono sfruttare. Uno dei casi più particolari di detrazione è proprio l’argomento del nostro focus odierno e cioè le detrazioni del canone di affitto. I contribuenti che vivono in una casa in locazione su cui pagano l’affitto possono godere di una agevolazione fiscale da recuperare con il modello 730. Ma agevolazioni sul canone di affitto possono sfruttarne anche i lavoratori fuori sede o gli studenti universitari fuori sede. Proprio per via di queste diverse tipologie di contribuenti che possono godere delle detrazioni oltre che delle particolari regole previste, serve approfondire il tutto.

Guida al modello 730/2026: le tre diverse detrazioni per il canone di affitto

Partiamo dal caso dell’abitazione principale del contribuente che naturalmente è il caso principale che interessa la detrazione del canone di affitto. Inutile soffermarsi su cosa si intende per abitazione principale che è dove un contribuente con la sua famiglia oltre che residente all’anagrafe, dimora abitualmente. Per godere della detrazione serve che il contratto sia regolare, cioè registrato a norma di legge presso l’Agenzia delle Entrate.

A differenza delle spese sanitarie, assicurative, funebri, di istruzione e di tanti altri oneri detraibili, non si recupera una percentuale del canone pagato. Se per esempio sulle spese sanitarie un contribuente recupera il 19% della spesa sostenuta l’anno prima, con l’affitto si porta in detrazione una cifra forfettaria che però varia in base alla tipologia di contratto di affitto ed in base al reddito del contribuente. Tipologie di contratti che possono essere:

  • Canone libero meglio noti come i 4+4;
  • Canone concordato meglio noti come 3+2.

Nel primo caso, la detrazione fruibile è pari a 300 euro per contribuenti che hanno un reddito non superiore a 15.493,71 euro mentre si riduce della metà, e quindi a 150 euro, per chi ha redditi oltre quella soglia ma non sopra 30.987,41 euro, cifra a partire dalla quale non spetta alcuna detrazione. Per i canoni concordati invece, la detrazione sale nel primo caso a 495,80 euro e nel secondo caso a 247,90 euro, sempre in base alle stesse fasce di reddito sopra descritte.

Detrazione canone di affitto giovani under 31

Se il canone di affitto e il contratto sono a nome di un giovane sotto i 31 anni (fino ai 30 anni compiuti quindi), si può godere di una detrazione che può arrivare anche a 2.000 euro. Con un singolare meccanismo. La detrazione fissa è di 991,60 euro, ma se il 20% del canone è pari o inferiore a questa soglia. Se invece la supera allora la detrazione da sfruttare è pari al 20% del canone fino a massimo 2.000 euro.

Per esempio, chi paga 3.000 euro annui di canone, cioè 250 euro al mese, godrà di 991,60 euro di detrazione perché il 20% di 3.000 euro è pari a 600 euro. Se invece un contribuente paga 9.000 euro di canone annuo, pari a 750 euro al mese, la detrazione è pari al 20% di 9.000 euro, cioè 1.800 euro. Va detto che anche in questo caso la soglia di reddito entro la quale sfruttare la detrazione è pari a 15.493,71 euro e che questo trattamento di favore vale solo per i primi 4 anni di locazione.

Lavoratori fuori sede e studenti universitari

Le detrazioni del canone di affitto si applicano a contribuenti che sono lavoratori che per lavoro vivono ad almeno 100 Km di distanza dal Comune dove invece è fissata la loro residenza. La detrazione per i cosiddetti lavoratori fuori sede nel modello 730 è pari a 991,60 euro per chi ha redditi entro la soglia di 15.493,71 euro o pari alla metà per chi ha redditi superiori.

Anche gli studenti universitari fuori sede, ovvero che frequentano una Università lontano da casa e dal Comune di residenza, possono portare in detrazione il canone. In questo caso alla solita maniera, ovvero al 19% del canone pagato l’anno precedente, fino alla soglia massima di 2.633 euro. Recuperando quindi circa 500 euro (il 19% di 2.633 euro). Per gli studenti universitari la sede dell’Ateneo dove si studia deve essere distante almeno 100 Km dal Comune di residenza (50 Km se si proviene da Comuni svantaggiati o Montani) e deve essere fuori provincia.

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