Nessuna pensione per chi non raggiunge i giusti requisiti. Nemmeno a 67 anni la pensione di vecchiaia è una possibilità se a quella età non sono stati raggiunti i requisiti previsti dalla misura. Requisiti che variano tra contributivi e retributivi intesi come contribuenti che hanno il primo accredito successivo al 1995 o antecedente il 1996. Chi è privo di versamenti al 31 dicembre 1995 ha un requisito in più da centrare a 67 anni. Oltre ai 20 anni di contributi che servono obbligatoriamente a tutti, questi soggetti devono arrivare a prendere per forza una pensione non inferiore all’Assegno Sociale. Ma sempre questi soggetti possono a 71 anni andare in pensione con solo 5 anni di versamenti e senza considerare l’importo della pensione. C’è chi a 67 anni privo del diritto alla pensione, opta per l’Assegno Sociale. Ma a 71 anni questo soggetto può passare dall’Assegno Sociale alla pensione di vecchiaia contributiva (71,1 anni nel 2027 e 71,3 anni nel 2028). Un vantaggio per i contributivi puri quello della pensione a 71 anni. Che per le donne contributive pure può diventare ancora maggiore. Permettendo uscite a 69 anni e poco più, anche passando prima dall’Assegno Sociale.
A 69 anni una vera pensione al posto dell’Assegno Sociale, ecco per chi è
Un esempio chiarirà meglio ciò di cui parliamo. Prendiamo una lavoratrice che ha iniziato a versare nel 2000 con la sua prima attività lavorativa. Prima si era dedicata totalmente alla casa, alla famiglia e ai suoi 4 figli. In totale a 67 anni compiuti nel 2022 ha racimolato 18 anni di versamenti. Troppo pochi per la pensione a tal punto che dal 2022 prende l’Assegno Sociale. E prende poco più di 300 euro al mese per via di un reddito mensile aggiuntivo che taglia l’importo dell’Assegno Sociale. Infatti, questa misura è ad integrazione del reddito fino al raggiungimento di una soglia annualmente prefissata che per il 2026 è pari a 546,24 euro (importo dell’Assegno Sociale). Oggi che compie 71 anni questa lavoratrice potrà sfruttare i 18 anni di versamenti. Prendendo la pensione di vecchiaia contributiva, che non è più collegata al reddito e che di conseguenza sarà sicuramente maggiore.
Arretrati al netto dell’Assegno Sociale percepito
Ma della pensione di vecchiaia contributiva la lavoratrice del nostro esempio, poteva goderne già anni fa. Infatti, lei che ha avuto 4 figli poteva andare in pensione di vecchiaia contributiva a 69 anni e 8 mesi. Sfruttando il vantaggio di 4 mesi di sconto per ogni figlio avuto fino a massimo 16 mesi. Ma niente paura, nulla è perduto. Presentando adesso a 71 anni la domanda di pensione di vecchiaia contributiva e dicendo addio all’Assegno Sociale, potrà godere degli arretrati di 16 mesi, spostando di fatto la decorrenza della pensione a 69 anni e 8 mesi. Dovrà però restituire tutti i 16 mesi di Assegno Sociale percepiti e non spettanti per via del fatto che invece spettava la pensione di vecchiaia contributiva. Quindi di arretrati prenderà la differenza tra la pensione di vecchiaia e l’Assegno Sociale. E per tutti e 16 i mesi.



