Contrastare l’evasione fiscale e rendere il datore di lavoro sostituto di importa o quasi. Sono i due risultati che si raggiungono con la novità appena proposta della flat tax per badanti, colf e lavoratori domestici. Una ritenuta IRPEF che il datore di lavoro deve applicare mensilmente sullo stipendio erogato. E che lo stesso datore di lavoro deve versare trimestralmente al Fisco italiano. Un netto miglioramento della situazione per le lavoratrici, che non avendo un datore di lavoro che fa da sostituto, spesso sono costrette a fare tutto da sole, cioè a versare le tasse con le dichiarazioni dei redditi.
Un adempimento in più per i datori di lavoro che adesso sono del tutto liberi dal ruolo di sostituto e che domani potrebbero dover mettere in conto un adempimento aggiuntivo, anche se semplificato come vedremo dopo.
Lo Stato conta di risolvere il problema evasione dei lavoratori domestici, che spesso anche se sono obbligati, non presentano alcuna dichiarazione dei redditi. Ma a conti fatti la novità potrebbe produrre uno stipendio mensile inferiore per le lavoratrici.
La flat tax per badanti, colf e tutti i domestici, ecco la novità
Nel 2027 il 5%, nel 2028 il 10% e infine dal 2029 il 15%. Questa sarà la tassazione che il datore di lavoro di una badante o di una colf dovrà iniziare ad applicare sullo stipendio. E come dicevamo, c’è il concreto rischio che lo stipendio mensile percepito, passando dal lordo attuale al netto, sia inferiore.
Chi prende 1.000 euro al mese oggi, prenderà 950 euro nel 2027, 900 euro nel 2028 e 850 euro nel 2029. A conti fatti una tassazione agevolata, perché oggi l’IRPEF vale il 23% anche per le badanti. Perché dovrebbero versare con il 730 tutte le trattenute che il datore di lavoro non ha applicato nel 2025 perché non è sostituto di imposta.
Ma naturalmente solo chi presenta la dichiarazione paga l’IRPEF, perché chi invece non lo fa, di fatto evade (a meno che non è nella no tax area naturalmente). Il fatto è che cambierebbe il sistema che oggi consente a questi addetti di prendere uno stipendio intero, al lordo delle tasse mentre domani dovrebbero prendere uno stipendio netto, con tasse già versate. In quanto a liquidità mensile un taglio netto e sempre crescente fino a quando entrerà a regime dal 2029.
Ecco il contenuto della nuova proposta
La proposta incastonata in Senato è del Presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, cioè del leghista Massimo Garavaglia. Alle famiglie o all’anziano per cui presta servizio il collaboratore domestico viene chiesto di svolgere un ruolo di sostituto d’imposta e di applicare mensilmente la tassazione prima descritta.
Con l’obbligo poi di versare ogni trimestre, come fa con i contributi all’INPS, le tasse trattenute. Secondo ciò che si apprende, per ridurre al minimo eventuali errori da parte dei datori di lavoro in un ruolo mai svolto prima, sul portale dell’INPS ci sarà uno strumento digitale capace di calcolare la trattenuta da effettuare.



