Ci sono delle misure nel sistema previdenziale italiano che possono permettere di andare in pensione a chi pensa di non aver diritto alla pensione. Un caso emblematico è quello relativo alle pensioni delle casalinghe. Esiste un fondo presso l’INPS dove anche chi svolge un lavoro di questo genere, senza remunerazione e senza vincoli di subordinazione, può versare contributi per arrivare poi a prendere una vera pensione. Il Fondo Casalinghe, come si chiama questa particolare gestione previdenziale è aperto a uomini e donne.
Dall’INPS per le casalinghe che versano in questa gestione, ci sono la pensione di inabilità e la pensione di vecchiaia. Pensioni a calcolo contributivo per le quali servono almeno 5 anni di contributi senza vincoli di età nel caso dell’inabilità oppure a partire dai 57 anni di età per la vecchiaia se l’importo della prestazione è pari 1,2 volte l’assegno sociale, oppure a 65 anni di età senza vincoli di importo. Oggi portiamo una intervista ad una nostra lettrice che prende questa prestazione ed è riuscita ad ottenere 800 euro al mese a 65 anni di età.
Come iscriversi al Fondo e cosa serve
Buongiorno Maria, come è riuscita a far valere il suo lavoro come casalinga prendendo una pensione?
Salve, è da più di un anno che prendo la pensione come casalinga. Premetto che non ho mai versato contributi di natura diversa da quelli del Fondo Casalinghe. Ho compiuto 65 anni di età a dicembre del 2024 e da gennaio 2025 sono una pensionata. Mi sono iscritta al Fondo Casalinghe nel 2000 dal momento che ho sempre svolto il ruolo di mamma, moglie e casalinga e leggendo sul sito dell’INPS che chi svolge in via esclusiva questa attività senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito poteva iscriversi al Fondo. Così ho iniziato a versare, inizialmente 200 euro al mese per poi salire gradualmente. L’ho trovato subito comodo visto che non ero obbligata a versare un tot fisso mese per mese se si esclude la parte obbligatoria per la maturazione del diritto al mese di copertura che equivale a circa 26 euro al mese.
Cosa significa copertura minima di un mese di contributi?
Una volta autorizzati ai versamenti si può versare liberamente, ma conviene versare ogni mese e non accumulare risparmi e versare tutto insieme una o due volte l’anno. Perché il versamento mensile se superiore a 26 euro garantisce la copertura del mese pieno, mentre se si versa solo due mesi all’anno, anche con cifre elevate, la copertura è solo dei due mesi in cui si è versato. Per esempio, una lavoratrice che versa 50 euro al mese per 12 mesi, ha coperto l’intero anno di contributi ed ha versato 600 euro. Se invece versa solo a luglio e dicembre, anche se ha versato in totale 2.000 euro, per esempio, ha solo due mesi di copertura. Non ha maturato l’anno intero di contributi. Io il meccanismo l’ho capito subito. Ed ho versato fisso mese dopo mese in base alla mia disponibilità. Per esempio, quando abbiamo venduto la seconda casa al mare, ho versato per quattro mesi 2.000 euro al mese al Fondo. Poi mi sono assestata praticamente sempre intorno a 500 euro al mese.
Come ha fatto ad arrivare a prendere 800 euro al mese da questo Fondo Casalinghe
Come vi ho detto, sono stata attenta a versare mese dopo mese per garantirmi la copertura contributiva. Mi sono presa la libertà di decidere l’importo mese per mese in base alla mia disponibilità economica. A conti fatti ho versato 170.000 euro al Fondo in circa 25 anni. A 65 anni l’INPS mi ha liquidato la pensione di poco inferiore a 800 euro al mese. Mi sembra di aver fatto un buon lavoro visto che l’unica alternativa possibile sarebbe stata l’Assegno Sociale a 67 anni di età e tra le altre cose per via dei miei redditi e di quelli di mio marito, non ne avrei avuto nemmeno diritto.



