Pensioni sbagliate: tre strumenti per recuperare 5 anni di arretrati dall’INPS

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di: Giacomo Mazzarella

Quanto si prende di pensione a 67 anni di età con 20 anni di contributi?

Una pensione ogni tre erogate dall’INPS presenta degli errori. Una statistica per certi versi preoccupante questa. Soprattutto in considerazione del fatto che gli errori sono tutti a svantaggio degli stessi pensionati. Significa in termini concreti che l’INPS avrebbe dovuto liquidare qualcosa in più al pensionato interessato. Ma non tutto è perduto. Infatti, esistono degli strumenti idonei a recuperare ciò che è stato perso. Si può tornare indietro di 5 anni per recuperare gli arretrati. Oltre naturalmente a risolvere i problemi riuscendo alla fine a prendere la giusta pensione spettante. Ecco cosa si può fare e come.

Pensioni sbagliate: tre strumenti per recuperare 5 anni di arretrati dall’INPS

Errori di calcolo della pensione, oppure mancate richieste che il lavoratore poteva fare nel momento in cui è andato in pensione. Sono davvero tante le fattispecie di errori che finiscono con il far aumentare esponenzialmente il numero di pensioni sbagliate che i pensionati continuano a prendere inconsapevolmente. Spesso si leggono notizie di pensionati che hanno recuperato migliaia di euro di arretrati grazie al fatto che hanno scoperto di aver subito un torto per mesi e per anni sulla loro pensione. Un tipico esempio nasce dal mancato conteggio della contribuzione effettivamente versata da un contribuente.

Errori di calcolo ma non solo, ecco quando la pensione è sbagliata

Come dicevamo, non di rado l’INPS può commettere degli errori nella valutazione dell’intera contribuzione di un lavoratore a cui poi l’Istituto calcola ed eroga il trattamento. Basti pensare a contributi che magari non erano accreditati perché dentro cartelle esattoriali di chi questi contributi doveva versarli.

Può capitare nel lavoro autonomo, che un contribuente non sia riuscito ad essere preciso con i versamenti contributivi. Non avendoli versati per tempo, questi contributi non sono stati utilizzati nella liquidazione della pensione.

Ma se poi lo stesso contribuente si è messo in regola, magari pagando i contributi precedentemente evasi dentro altre cartelle esattoriali, questi nuovi versamenti possono essere usati per generare una pensione più alta ma anche giustamente spettante.

La stessa cosa accade per chi ha continuato a lavorare dopo essere andato in pensione. Versando altri contributi. In questo casso c’è chi non ha mai provveduto a farsi valutare la nuova contribuzione versata, rimanendo sempre con la pensione vecchia ed accontentandosi per esempio, delle rivalutazioni all’inflazione ogni anno.

Cosa manca al trattamento, ecco come scoprirlo

Come dicevamo, i casi di pensioni sbagliate sono molteplici. Per esempio, ci sono i cosiddetti diritti inespressi. Che sono diritti che l’INPS non assegna automaticamente ma che deve essere il pensionato a chiedere. L’esempio più lampante sono gli assegni familiari.

Chi alla data del pensionamento non ha un coniuge a carico, perché quest’ultimo ha un suo reddito, può trovarsi dopo diverso tempo, con il coniuge che diventa a suo carico. Ci sono pensionati che non hanno mai chiesto gli assegni familiari anche perché non credevano di avere diritto agli ANF sulla pensione. Ed invece nulla di più sbagliato. Un pensionato che ha il coniuge a carico ha diritto agli assegni.

E li può chiedere all’INPS anche in arretrato e fino a 5 anni indietro se il carico era già presente. Stessa cosa per le maggiorazioni e le integrazioni sulle pensioni minime. C’è chi aveva anche negli anni precedenti, redditi che erano dentro le soglie utili a maggiorazioni e integrazioni. Solo che non sapeva di dover produrre richiesta all’INPS.

Pensioni sbagliate ma si possono sistemare

Gli strumenti disponibili all’INPS per recuperare ciò che negli anni magari è stato perduto, ci sono. C’è la ricostituzione di pensione per esempio. Uno strumento che si può usare per chiedere all’INPS il ricalcolo della prestazione alla luce di varie situazioni.

C’è la ricostituzione per motivi reddituali, quella per motivi familiari e c’è quella per motivi contributivi. Un pensionato può anche chiedere il supplemento di pensione che si basa sui contributi versati dopo la data di decorrenza della pensione. Oppure può chiedere la pensione supplementare, che viene assegnata a domanda, per contribuzione accreditata in una gestione diversa da quella che ha liquidato la pensione. Ma a condizione che la contribuzione presente in quest’altra cassa, non è sufficiente a perfezionare il diritto alla pensione in quella cassa.

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