Nel 2027 si andrà in pensione ancora con le regole di oggi della riforma Fornero o cambierà qualcosa? Al momento le uniche cose certe che cambieranno per il 2027 sono proprio le regole di pensionamento collegate alla Riforma Fornero. E non è una buona notizia questa.
Perché le misure ordinarie come la pensione anticipata e quella di vecchiaia cambieranno requisiti e peggioreranno di un mese rispetto ai requisiti di oggi. Eppure dal punto di vista previdenziale qualcos’altro potrebbe muoversi l’anno venturo. Infatti sono diverse le misure su cui si ragiona e che potrebbero davvero cambiare il modo di andare in pensione l’anno prossimo.
La speranza che qualcosa cambi esiste anche perché la prossima legge di Bilancio del governo Meloni sarà una legge di Bilancio elettorale. Nel 2027 sono calendarizzate le prossime elezioni politiche. Ma quali sono le misure che potrebbero essere alla base di una nuova riforma delle pensioni nel 2027?
Riforma pensioni 2027: 3 misure nuove, quali?
Alcune novità potrebbero fare capolino davvero? Partiamo senza dubbio dalla quota 41 che è una delle misure che maggiormente viene utilizzata quando si tratta di varare un pacchetto pensioni della legge di Bilancio e di fare proposte per le campagne elettorali.
La quota 41 in vigore oggi si chiama quota 41 precoci ed è destinata a chi ha almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età e che raggiunge 41 anni di contributi totali. Ma è una misura limitata soltanto a invalidi, caregivers, disoccupati e addetti ai lavori gravosi.
La quota 41 che si intende varare non è la quota 41 per tutti che la Lega da tempo ha indicato come una soluzione atta a superare la riforma Fornero. Infatti la quota 41 flessibile che potrebbe entrare in vigore nel 2027 è destinata solo a chi ha almeno 62 anni di età ed ha almeno 41 anni di contributi versati.
La misura nascerebbe però con delle penalizzazioni. Partendo dai 62 anni di età infatti gli interessati potrebbero ricevere un taglio lineare della loro prestazione pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni di età.
Pensione a 64 anni dal 2027? Ecco l’ipotesi
Un’altra ipotetica misura che servirebbe sicuramente a dare maggiore flessibilità al sistema e a superare una volta per tutte la riforma Fornero è senza dubbio la pensione anticipata contributiva estesa anche a chi contributivo non è. In pratica si darebbe la possibilità di uscire a 64 anni di età con 20 anni di contributi versati anche a chi ha iniziato a versare i contributi prima del 1996.
Una cosa che oggi per la pensione anticipata contributiva non è possibile. Uscendo in questo modo però verrebbe previsto il ricalcolo contributivo della prestazione.
E si materializzerebbe una penalizzazione di assegno a cui andrebbero incontro quanti decideranno di sfruttare questa misura semmai questo strumento venisse davvero varato.
Resterebbe per la misura il vincolo di arrivare a una pensione pari ad almeno tre volte l’assegno sociale per essere liquidata effettivamente.
I giovani, la previdenza complementare del terzo pilastro
Un’altra soluzione di riforma delle pensioni anche se non servirà nell’immediato è quella recentemente proposta dal presidente dell’INPS Gabriele Fava. Parliamo della pensione di garanzia giovani. O meglio, di un fondo pensione avviato per i giovani fin dalla tenera età. Un fondo poi finanziato da versamenti dei diretti interessati e dei loro familiari. In parole povere ad un giovane verrebbe aperto una sorta di fondo pensione personale che verrebbe avviato a spese dell’INPS con il primo versamento e poi sarebbe attivo per tutti i versamenti che gli interessati vorrebbero effettuare per poter così arrivare un domani ad una pensione più dignitosa dal punto di vista degli importi.
Al momento quindi non si tratta di una misura che permetterebbe di uscire dal lavoro in anticipo rispetto ai requisiti della legge Fornero ma sicuramente sarebbe una misura che servirebbe per permettere ai giovani di oggi di andare in pensione in futuro recuperando un trattamento più dignitoso. Cosa che la legge Fornero non consente.



