Badanti e colf: addio al TFR, ecco chi può rischiare di perderlo

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di: Giacomo Mazzarella

badanti e colf TFR

Oggi si parla tanto di TFR da destinare ai fondi di pensione integrativi per favorire l’accesso alla pensione in futuro e per preservare i contribuenti dagli eventuali rischi che si possono correre nel momento in cui il datore di lavoro non vuole pagarlo. Il lavoratore dipendente ha diritto a prendere il TFR che si matura mese dopo mese durante l’attività lavorativa. Grossomodo il lavoratore mette da parte circa uno stipendio all’anno al TFR. Questo significa che ogni anno il lavoratore accumula uno stipendio che sommato a quelli degli anni successivi formerà la cosiddetta buonuscita o liquidazione. Che il lavoratore di norma finirà con l’incassare nel momento in cui interromperà l’attività lavorativa con quel datore di lavoro. Questa regola vale per tutti i settori lavorativi ma in quello domestico per badanti e colf le regole sono leggermente diverse. Per loro come vedremo, c’è un notevole vantaggio ma allo stesso tempo anche un notevole svantaggio. E lo svantaggio si può materializzare finendo con il far perdere del tutto il TFR al diretto interessato.

Badanti e colf: addio al TFR, ecco chi può rischiare di perderlo

Il TFR nel settore domestico può essere percepito annualmente in misura pari al 70% di quanto accumulato nello stesso anno. Si chiama anticipo del TFR che è un diritto di tutti i lavoratori dipendenti. Solo che negli altri settori si può chiedere una sola volta durante il rapporto di lavoro con un determinato datore di lavoro. E si può chiedere solo dopo aver maturato almeno 8 anni di servizio presso quel determinato datore di lavoro. Oltretutto per la richiesta di anticipo è necessario motivarla precisamente.

Cioè è necessario spiegare il motivo della richiesta di anticipo. Che sia per esempio per l’acquisto della casa, per la sua ristrutturazione o per un intervento sanitario a pagamento di importo elevato (dentista, per esempio, ndr). Nel settore domestico invece non ci sono vincoli.

Ogni anno il lavoratore o la lavoratrice possono recuperare il 70% del loro TFR ottenendo ogni dicembre quando spettante. E deve essere accolta la richiesta obbligatoriamente. Non ci sono motivazioni da dare. Questo è il vantaggio sul TFR per quanto concerne il settore domestico. Ma come vedremo adesso, lo svantaggio è ben maggiore, a tal punto che probabilmente se c’è da dare un consiglio ai lavoratori del settore, è quello di chiedere puntualmente ed ogni anno l’anticipo. In modo tale da limitare eventuali danni.

Ecco cosa succede se non si presta attenzione alle regole

Lo svantaggio si può materializzare nel momento in cui un lavoratore perde il posto di lavoro per decesso dell’anziano a cui prestava servizio come badante. In questo caso, al termine del rapporto di lavoro, cessato a far data dal decesso dell’anziano, oltre all’ultimo stipendio alla badante o al badante devono essere erogate le spettanze, come sono le ferie maturate e non sfruttate ma anche come può essere il TFR maturato.

Per esempio, solo di buonuscita, se una badante ha lavorato per 5 anni con la stessa famiglia, con uno stipendio medio di 1.000 euro al mese accumula circa 4.500 euro di TFR (Per il calcolo si fa lo stipendio lordo compreso vitto e alloggio diviso 13,5). Capita spesso che sul TFR tra ex badante e famiglia dell’anziano deceduto si finisca in Tribunale. Ma altrettanto spesso capita che i superstiti dell’anziano deceduto rinunciano all’eredità per non accollarsi i debiti dell’anziano. E tra questi debiti c’è anche ciò che la badante avanza (TFR compreso).

Niente Fondo di Garanzia per le badanti e le colf e così che si perde il TFR

Quindi, se non ci sono case e soldi da ereditare ma solo debiti, o se il valore dei secondi sono superiori a quelli dei primi, rinunciare all’eredità è cosa semplice. Alla badante chi paga il TFR in questo caso? La risposta è nessuno. Perché se negli altri settori, di fronte a datori di lavoro negligenti, oppure falliti o cessati, alla fine tramite l’accesso al Fondo di Garanzia INPS, l’Istituto paga il TFR e pure le eventuali ultime buste paga non saldate, nel settore domestico non si può. Per le badanti e le colf non esiste il salvagente del Fondo di Garanzia INPS.

Il TFR verrebbe perso per sempre. Ecco perché chiedere l’anticipo forse è la via migliore. Almeno si lascia solo il 30% di quanto accantonato alla problematica che emergerà dopo.

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