Badante, al posto delle ferie 1.193 euro di premio è possibile?

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di: Giacomo Mazzarella

Ferie badante

Il lavoro della badante, della colf o della baby-sitter è un lavoro che in Italia spesso svolgono lavoratori e lavoratrici stranieri. Infatti, statisticamente nel settore domestico sono tanti gli stranieri addetti che per lavoro sono costretti ad allontanarsi dai propri affetti e a cambiare nazione. L’alta incidenza delle lavoratrici straniere che svolgono il lavoro nelle case delle famiglie italiane ci porta ad una considerazione. Badanti, colf baby-sitter che nella stragrande maggioranza dei casi sono lavoratori che provengono dall’estero, in larga parte dall’est europeo ma anche dal Sudamerica, usano le ferie maturate per tornare a casa propria almeno per qualche giorno. Le ferie che per ogni lavoratore sono importantissime, nel settore domestico sono una cosa fondamentale proprio per la distanza dal loro paese di origine. Avere delle ferie per andare di nuovo dai loro cari, mariti, congiunti, figli e così via dicendo, è qualcosa a cui difficilmente si rinuncia. Ma cosa succede se al posto delle ferie si potrebbero prendere 1.193 euro in più una tantum? La domanda nasce dal quesito di una nostra lettrice.

“Buonasera, l’anziana per cui lavoro come badante ormai dal 2022, quest’anno mi ha detto che ha bisogno di me anche ad agosto e cioè anche in quei venti giorni di ferie che mi toccano. Lei preferirebbe che non me li prendo perché la figlia che mi sostituiva durante il mio ritorno in Romania, quest’anno non può esserci. L’anziana mi ha detto che mi paga il doppio del mio salario. Cioè mi darà altri 1.193 euro perché in effetti lei mi paga da inizio anno con il minimo previsto dal CCNL. Secondo me non può farlo. La legge non lo permette. Anche secondo voi è vero? Non mi può certo costringere anche se i soldi servono.”

Badante, al posto delle ferie 1.193 euro di premio è possibile?

Prima di tutto bisogna analizzare le normative in vigore nel settore domestico perché nel CCNL c’è una area abbastanza vasta riservata all’istituto delle ferie. Poi ci sono le leggi che tutelano i lavoratori, a partire dalla nostra Carta Costituzionale che si usa anche per gli stranieri dato che il lavoro si svolge sul territorio della penisola. Certo, nulla vieta a due parti (in questo caso, datore di lavoro e lavoratore, ndr) di accordarsi per fare qualcosa che non è contemplato dalla normativa. Ma in effetti le ferie salvo una unica eccezione, non si possono monetizzare. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e servono per la tutela della salute del lavoratore. E sono obbligatorie da concedere sempre. Tradotto in termini pratici, si possono spostare nel tempo, ma sempre entro determinati limiti. Ma non si può obbligare un lavoratore a restare in servizio durante le ferie. Nemmeno promettendo ed elargendo uno stipendio doppio o un premio in danaro. Anche perché poi nella busta paga cosa verrebbe scritto per giustificare uno stipendio doppio?

Regole rigide e non contestabili

Ricapitolando, per legge, le ferie non si possono mai monetizzare in denaro. Salvo una unica eccezione, in qualsiasi settore lavorativo le ferie non si monetizzano. L’unico caso quello di un rapporto di lavoro che termina prima di aver potuto sfruttare dei periodi di ferie maturati. In questo caso nel settore domestico si parla di indennità sostitutiva. Va ricordato che una lavoratrice matura per ogni anno di lavoro pieno, 26 giorni di ferie. Durante le ferie la lavoratrice o il lavoratore devono essere retribuite normalmente, e se conviventi, anche con il vitto e l’alloggio. Anche la contribuzione versata da parte del datore di lavoro deve essere versata durante le ferie.

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