Pensioni precoci nel 2027: cosa cambia per la quota 41?

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di: Giacomo Mazzarella

Pensione precoci

Una misura che molti vorrebbero aperta a tutti e che invece continua ad essere limitata come platea è la quota 41 precoci. Una misura sicuramente non facile da centrare sia per limitazioni di platea che per i requisiti da completare. La quota 41 per i lavoratori precoci è una misura che ormai da anni ha accompagnato diversi contribuenti al pensionamento e continuerà a farlo l’anno venturo visto che ormai può dirsi misura strutturale. Ma nel 2027 alcune novità riguarderanno anche questa pensione per i precoci.

Il futuro di quota 41 per i lavoratori precoci è segnato

Esattamente come la pensione anticipata ordinaria anche la quota 41 precoci non prevede alcun limite anagrafico da completare. Infatti, ha solo determinati requisiti contributivi da centrare. Sentendo le tante voci che circolano sul sistema previdenziale italiano e che fanno riferimento al peggioramento dei requisiti dal 2027, in tanti si chiedono se per caso qualcosa cambierà per la quota 41 l’anno venturo e nei prossimi anni oppure se la misura resterà invariata ai nastri di partenza del 2027. Va detto che l’aumento dei requisiti dal 2027 riguarderà pure questa misura.

Pensione precoci con quota 41, come funziona?

La misura è quella che permette il pensionamento con 41 anni di contributi versati e senza alcun limite anagrafico. Di questi 41 anni di contributi almeno un anno deve essere stato completato prima di aver compiuto 19 anni di età.

Per esempio, chi ha iniziato a lavorare a 20 anni non può sfruttare la misura. Che invece ha iniziato a lavorare piuttosto presto completando i 12 mesi di contribuzione antecedenti il compimento dei 19 anni di età può avere concrete possibilità di rientrare nella misura. Ma a condizione che l’interessato rientri in una delle quattro categorie previste che sono:

  • Caregiver che assistono da almeno sei mesi un loro parente disabile grave con cui convivono;
  • Disoccupati che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire l’ultima Naspi loro spettante;
  • Invalidi con un grado di disabilità certificato non inferiore al 74%;
  • Addetti ai lavori gravosi e usuranti che hanno svolto tali attività per sette degli ultimi dieci anni o per sei gli ultimi sette anni.

Cosa succede dal 2027 alla pensione per i precoci?

I requisiti prima citati sono quelli attuali. Va detto che dal 2027 anche la quota 41 precoci avrà l’applicazione dell’inasprimento previsto per le misure ordinarie e collegato alle aspettative di vita. Visto che per la quota 41 precoci si guarda solo ai contributi, questo significa che dovrebbe salire di un mese esatto il requisito contributivo nel 2027. Poi dal 2028 l’aumento sarà di ulteriori 2 mesi. Nel 2027 serviranno 41 anni e un mese di versamenti, mentre nel 2028 41 anni e 3 mesi. Aumenti però che non riguarderanno tutti. Infatti, l’incremento è bloccato per chi svolge un lavoro gravoso e usurante che anche nei prossimi due anni potranno lasciare il lavoro con 41 anni di versamenti esatti e sempre con i 12 mesi almeno versati prima dei 19 anni di età.

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