Prendere fino a 5 anni di arretrati di pensione che valgono ben oltre 3.000 euro. E garantirsi per il futuro oltre 50 euro al mese in più. Troppa grazia una cosa del genere? Non è affatto vero. Esistono delle misure che se sapute sfruttare garantiscono proprio tutto quanto detto. Nessuna fake news quindi, l’importante è rispettare determinate condizioni. La misura rientra nel novero dei trattamenti di famiglia dei pensionati. E alcuni di loro possono godere di quello che si chiama assegno di vedovanza. Una prestazione destinata agli invalidi che allo stesso tempo sono titolari di una pensione di reversibilità.
Arretrati pensione: 5 anni e oltre 3.000 euro, ecco a chi spettano
Quando un soggetto prende sia l’indennità di accompagnamento che la pensione di reversibilità, questo soggetto entra nel perimetro del cosiddetto assegno di vedovanza. Un trattamento di famiglia che si può prendere fin dal momento in cui l’interessato diventa assegnatario di entrambe le misure. Se ha preso prima l’accompagnamento quindi, l’assegno di vedovanza si prende nel momento in cui si diventa beneficiari della pensione di reversibilità. Al contrario, se la pensione di reversibilità è precedente, l’assegno di vedovanza si prende nel momento in cui l’interessato inizia a prendere l’indennità di accompagnamento. E chi non ci ha pensato per tempo, può recuperare fino a 5 anni di arretrati.
I requisiti per l’assegno di vedovanza
Per l’assegno di vedovanza serve una specifica domanda da presentare all’INPS nel momento in cui si materializzano tutte le condizioni prescritte. I requisiti per la misura sono l’essere titolari di pensione di reversibilità da lavoro dipendente tanto del settore privato che del settore pubblico. Inoltre, bisogna essere titolari di indennità di accompagnamento o invalidi al 100% e riconosciuti inabili al cosiddetto proficuo lavoro.
Domanda, documenti e cos’altro serve?
Come detto serve una domanda che in genere va presentata contestualmente alla domanda di pensione di reversibilità. Ma chi non l’ha fatto, secondo il principio della prescrizione quinquennale, può recuperare gli arretrati fino a 5 anni indietro. Per la domanda all’INPS occorreranno alcuni dati specifici come la data del decesso del coniuge, la data e il numero della pensione di reversibilità ottenuta, il verbale di invalidità civile, i documenti di riconoscimento e l’ultima dichiarazione dei redditi. Perché un altro requisito da rispettare è quello reddituale. Il reddito del richiedente non deve eccedere la soglia di 37.325,55 euro.
L’importo è parametrato al reddito e fino a 32.148,88 euro di reddito l’importo della prestazione è pari a 52,91 euro al mese per 13 mesi all’anno. Se invece il reddito è superiore e fino a 37.325,55 euro, l’importo scende a 19,59 euro mensili. Cinque anni di arretrati, per 13 mesi all’anno, quindi, finiscono nella migliore delle ipotesi per garantire circa 3.439 euro di arretrati.
Cosa bisogna fare in sintesi
Alla luce di quanto detto quindi, meglio verificare se in passato, cioè quando è stata richiesta la pensione di reversibilità, è stato richiesto pure l’assegno di vedovanza. Il controllo si può fare facilmente tramite il modello Obis/M o direttamente visionando il cedolino mensile della pensione. Se c’è il trattamento di famiglia, che sia da 52,91 euro o che sia da 19,59, tutto ok. Altrimenti, meglio presentare domanda di ricostituzione della pensione. Perché è tramite questa domanda che si può chiedere l’assegno di vedovanza. La domanda deve essere di ricostituzione per motivi familiari. E si può indicare in domanda la decorrenza del trattamento. Che ripetiamo deve essere quella a partire dalla quale l’interessato risultava essere beneficiario sia dell’indennità di accomapagnamento che della pensione di reversibilità.
Se questa coincidenza di eventi è pregressa oltre i 5 anni, quelli in più possono essere considerati perduti per sempre. Come spiegato in precedenza, la prescrizione di 5 anni blocca il recupero che va oltre questo arco temporale. Si possono recuperare, fermo restando il possesso di tutti i requisiti per ciascun anno, fino a massimo 60 mesi di assegno di vedovanza arretrato.



