Pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate: regole 2026, 2027 e 2028

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di: Giacomo Mazzarella

pensioni INPS di vecchiaia o anticipate.

Due misure pilastro del sistema previdenziale italiano accomunate dalla stessa sorte nel 2027. Parliamo delle pensioni anticipate e delle pensioni di vecchiaia. Sono le due misure strutturali su cui si regge il sistema pensionistico italiano. Le due principali misure erogate dall’INPS sono diverse. Una riguarda chi raggiunge l’età pensionabile vigente e l’latra chi aggiunge la carriera minima prestabilita per andare in pensione senza limiti anagrafici. La cosa che le accomuna è l’aumento dei requisiti dal 2027. Per entrambe le misure servirà un mese in più con il già annunciato inasprimento dal 2027. Un aumento su cui i dubbi sono pochi e sono legati esclusivamente al pressing che la Lega di Matteo Salvini sta attuando nei confronti del governo per rivedere l’aumento nella prossima legge di Bilancio. Ecco il quadro dettagliato delle due misure come si possono sfruttare e quali sono le regole del 2027 e poi del 2028.

Pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate: regole 2026, 2027 e 2028

La pensione di vecchiaia ordinaria è senza dubbio la misura più importante del nostro sistema. Non fosse altro perché permette di uscire dal mondo del lavoro una volta raggiunti i 67 anni di età a prescindere dalla tipologia di lavoro svolto ed a prescindere dal genere del richiedente. La pensione di vecchiaia ha una sola differenza tra contribuenti. Ed è quella relativa al requisito aggiuntivo a cui devono essere assoggettati i contribuenti che non hanno versamenti precedenti il primo gennaio 1996. In sostanza, chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e quindi a versare i contributi, andrà in pensione con le pensioni di vecchiaia nel 2027 all’età di 67 anni e un mese con 20 anni di versamenti. Dal punto di vista dei contributi valgono tutti quelli versati a qualsiasi titolo. Per i cosiddetti contributivi puri il requisito aggiuntivo riguarda l’importo minimo della prestazione che non deve essere inferiore all’importo dell’assegno sociale valido nell’anno di uscita. Significa che questi soggetti nel 2027 potranno lasciare il lavoro con la pensione di vecchiaia ordinaria solo se raggiungono una prestazione tra i 560 ed i 580 euro al mese. Questo perché l’assegno sociale che oggi è di circa 546 euro al mese nel 2207 salirà del 2,8% come da tasso di inflazione previsionale dell’ISTAT.

Pensione di vecchiaia e differenze tra contributivi e non

La pensione di vecchiaia ordinaria per chi ha iniziato a lavorare e versare dopo il 1995 prevede però delle condizioni più favorevoli per quanto riguarda le lavoratrici che hanno avuto dei figli. Infatti, per loro ogni figlio avuto può generare un taglio dell’età di uscita pari a quattro mesi. Chi ha avuto due figlie potrà sfruttare otto mesi di anticipo sull’età di uscita mentre chi ne ha avuti tre potrà scontare 12 mesi. Il taglio massimo per chi ha avuto quattro o più figli è di 16 mesi. Un altro vantaggio che hanno queste lavoratrici ma che è alternativo a quello appena descritto riguarda il miglior calcolo della prestazione pensionistica. Infatti, una lavoratrice che esce a 67 anni di età con 20 anni di contributi versati, se ha avuto uno o due figli può ottenere una prestazione calcolata utilizzando il coefficiente di trasformazione del montante contributivo in pensione dei 68 anni. Se invece i figli avuti sono più di due il coefficiente che si può usare è quello dei 69 anni. Significa che queste lavoratrici potranno godere di un calcolo più favorevole della prestazione riuscendo a recuperare cifre più elevate.

Cosa succede nel 2028 alle pensioni di vecchiaia

Le pensioni di vecchiaia vedranno crescere di un mese il requisito dell’età pensionabile a partire dal primo gennaio 2027. Ma l’aumento previsto per via delle aspettative di vita della popolazione era di tre mesi. I dati ISTAT, infatti, dimostrano come la stima di vita degli italiani sia cresciuta di 7 mesi nel post pandemia. Al netto dei quattro mesi di vita media perduti proprio durante la pandemia, l’aumento dei requisiti come previsto a cadenza biennale dalla riforma Fornero, deve essere di tre mesi. Il governo ha deciso di spalmare l’aumento. Pertanto, al mese in più del prossimo anno se ne aggiungeranno altri due nell’anno ancora successivo. Quindi l’età pensionabile nel 2028 salirà a 67 anni e 3 mesi.

Le pensioni anticipate ordinarie

Se le pensioni di vecchiaia hanno un requisito anagrafico da centrare che poi è quello i crescita nel biennio 2027/2028, le pensioni anticipate ordinarie non prevedono limiti anagrafici fatta eccezione per la pensione anticipata contributiva che vedremo poi. Significa che si tratta di una misura che si può sfruttare semplicemente arrivando alla giusta carriera contributiva. Nel 2026 e fino a fine anno, il requisito da rispettare è pari a 42 anni e 10 mesi per un uomo e a 41 anni e 10 mesi per una donna. Anche le pensioni anticipate ordinarie vedranno crescere i requisiti per via dell’aspettativa di vita. E visto che parliamo praticamente del solo requisito contributivo, la crescita prevista è di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028. Quindi, nel 2027 i maschi andranno in pensione con le anticipate ordinarie raggiungendo i 42 anni e 11 mesi di versamenti, mentre le donne raggiungendo i 41 anni e 11 mesi di contribuzione. Nel 2028 le soglie passeranno rispettivamente a 43 anni e un mese ed a 42 anni ed un mese.

I lavori gravosi, i lavori usuranti e le pensioni anticipate contributive

C’è una particolare misura di pensione anticipata che rientra tra quelle ordinarie, ma che è destinata a soggetti senza contributi alla fine del 1995. La pensione anticipata contributiva si centra con 64 anni di età e 20 anni di versamenti. Ma solo fino al 31 dicembre 2026. Poi nel 2027 l’età salirà a 64 anni e un mese per arrivare poi a 64 anni e tre mesi nel 2028. Per centrare la misura la prestazione deve essere pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale. Per le lavoratrici valgono i già citati vantaggi basati sui figli avuti come per le pensioni di vecchiaia citate in precedenza. Quindi da 4 a 16 mesi di sconto sull’età di uscita o coefficiente migliore come calcolo della pensione. Sempre per le donne che hanno avuto dei figli, c’è anche il vantaggio di un importo soglia della pensione più basso. Perché con un figlio avuto basta arrivare ad un trattamento pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Mentre per le donne con più figli avuti, basta arrivare a 2,6 volte l’assegno sociale. Ricordiamo infine che per gli incrementi dei requisiti del 2027 e del 2028, sia per le pensioni di vecchiaia che per le pensioni anticipate, sono esonerati gli addetti ai lavori gravosi o usuranti.

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