Tasse: riforma IRPEF a 5 aliquote per aumentare gli stipendi, novità

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di: Giacomo Mazzarella

Riforma IRPEF

Se c’è una tassa, una imposta o un tributo che potremmo definire generalista visto che riguarda qualsiasi contribuente questa è l’IRPEF. Si tratta dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Una imposta che pagano tutti i contribuenti che producono reddito. Lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, disoccupati in Naspi, proprietari immobiliari o detentori di case cedute in locazione e così via dicendo. L’IRPEF grava su tutti. E un taglio dell’IRPEF è tanto atteso quanto agognato. La riforma dell’IRPEF è in corso. Il governo Meloni sono già due anni che ha modificato l’Imposta e le regole di imposizione. E già è previsto un nuovo correttivo nel 2027, almeno stando alle ultime ipotesi in legge di Bilancio. Nel frattempo, però ecco arrivare una nuova proposta di modifica. Differente da quelle messe in pratica dal governo. La proposta arriva dal noto sindacato del comparto scuola ANIEF.

Cosa ha già fatto il governo per la riforma dell’IRPEF

Come abbiamo detto la riforma dell’IRPEF è in atto. Da due anni il governo ha corretto il meccanismo. Prima abbassando da 4 a 3 gli scaglioni di imposta. Nel 2025 infatti ci fu questo primo intervento. Prima gli scaglioni IRPEF erano quattro e cioè:

  • 23% per redditi fino a 15.000 euro;
  • 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro;
  • 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per redditi più alti di 50.000 euro.

La novità fu l’accorpamento dell’allora secondo scaglione al primo, con il terzo scaglione precedente che diventò il secondo e con il quarto che passò ad essere il terzo. La nuova formula valida per il 2025 fu:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per i redditi oltre i 50.000 euro.

Nel 2026 il nuovo ritocco, con il taglio di due punti percentuali al secondo scaglione. Infatti, le attuali aliquote per i tre scaglioni sono:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.

Il progetto di riforma dell’IRPEF continua, ecco come nel 2027

In attesa che tutto venga chiarito a manovra finanziaria avviata dal governo, esiste una concreta possibilità che la riforma dell’IRPEF vada avanti anche l’anno prossimo. Stavolta correggendo il secondo scaglione dal punto di vista delle fasce reddituali. Ma anche intervenendo sull’aliquota del primo scaglione. Quest’ultima via è recentissima, perché c’è una parte della maggioranza del governo che spinge verso un taglio dell’IRPEF per i ceti meno abbienti. Al momento appare probabile solo il primo ritocco con i nuovi scaglioni che diventerebbero:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi tra 28.000 e 60.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 60.000 euro.

Se poi andasse in porto anche il secondo ritocco, i nuovi scaglioni con il taglio di un punto percentuale al primo diventerebbero:

  • 22% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi tra 28.000 e 60.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 60.000 euro.

La nuova proposta dell’ANIEF

Fin qui abbiamo spiegato la riforma dell’IRPEF del governo, con gli interventi già fatti e quelli messi solo in cantiere. Ma come detto in premessa, sulla riforma dell’IRPEF si annovera adesso la proposta di ANIEF. Il sindacato della scuola, infatti, suggerisce una soluzione a contrastare la perdita di potere d’acquisto degli stipendi come hanno evidenziato gli ultimi dati OCSE.

Secondo il sindacato, per voce del suo leader Marcello Pacifico, prima di tutto occorrerebbe non tassare ordinariamente gli aumenti di stipendio da rinnovo di contratto. Visto che i rinnovi sono sempre lenti e tardivi, il suggerimento verte verso una tassa piatta al 5% sugli aumenti contrattuali dal 2027. Magari circoscrivendo il campo a soggetti con redditi fino a 40.000 euro. E poi, detassazione del salario accessorio e del lavoro straordinario. Ma ciò che ANIEF arriva a chiedere è una strutturale riforma dell’IRPEF portando a 5 gli scaglioni di imposta. ANIEF propone:

  • 15% di aliquota per redditi fino a 18.808 euro;
  • 20% di aliquota per redditi da 18.808 a 28.000 euro;
  • 25% di aliquota per redditi da 28.000 a 40.000 euro;
  • 30% di aliquota per redditi da 40.000 a 60.000 euro;
  • 43% per redditi superiori a 60.000 euro.

In base alle ultime dichiarazioni provenienti dal sindacato scuola, questa proposta potrebbe essere presentata al governo durante il lavoro parlamentare della legge di Bilancio. Magari dentro le solite audizioni come quella dello scorso anno quando proprio l’ANIEF proposte l’aumento a 60.000 euro del secondo scaglione di imposta e il taglio di un punto percentuale all’aliquota dell’attuale primo scaglione di imposta.

 

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