Non ha fatto in tempo a entrare in funzione la rottamazione quinques con la prima rata o unica rata in scadenza il 31 luglio 2026 che già si inizia a parlare di una nuova Pace Fiscale per le cartelle esattoriali. Infatti, come consuetudine ad ogni legge di Bilancio oppure ad ogni decreto fiscale una nuova Pace Fiscale, una rottamazione delle cartelle o un provvedimento di sanatoria sono sempre all’ordine del giorno. E non poteva essere diversamente per la nuova legge di Bilancio che ad ottobre dovrebbe vedere in natali. Ma da dove parte il problema che spinge il governo a pensare ad una nuova sanatoria delle cartelle o ad una nuova Pace Fiscale? Tutto nasce dalla struttura che è stata data alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali che non è stata certo una sanatoria di ampio respiro.
Rottamazione delle cartelle nella nuova manovra: Pace Fiscale nel 2027, ma come?
La rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali è stata una rottamazione particolarmente limitata da ogni punto di vista. Infatti, prima di tutto ha avuto una notevole riduzione del perimetro delle cartelle che era possibile rottamare. Solo i debiti finiti a ruolo e quindi passati nelle mani dell’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 31 dicembre 2023 sono state inserite dentro quelle possibili da sanare. Inoltre, nella rottamazione quinquies sono state escluse le cartelle esattoriali derivanti da debiti di natura diversa rispetto a quelle verso le amministrazioni centrali. Parliamo di tributi locali, per esempio, o di multe della polizia locale, IMU, tari, bolli auto e così via. Tutti debiti non rottamabili purtroppo. E per questo che tanti contribuenti sono rimasti debitori nonostante l’adesione alla rottamazione e tanti altri visto che non era di larga scala, hanno deciso di dire di no alla sanatoria.
Limiti e vincoli della sanatoria precedente da eliminare
I limiti della rottamazione quinquies sono evidenti, e hanno generato una scarsa adesione con conseguente scarsi introiti per lo Stato. A cascata, un altro obiettivo che la rottamazione quinquies avrebbe dovuto ottenere, cioè la riduzione del magazzino crediti in mano al concessionario alla riscossione. Un problema aggiuntivo questo che dura fin dai tempi di Equitalia. Sono troppe le cartelle esattoriali che deve gestire l’Agenzia delle Entrate Riscossione, tanto come risorse economiche per l’incasso che, come risorse umane, visto i funzionari che si devono dedicare a queste operazioni che spesso non producono frutti.
Come nascerebbe la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali
Ecco allora che la nuova sanatoria che comincia a prendere forma al momento e inizia a comparire nelle ipotesi che si fanno correggerebbe alcune storture della rottamazione quinquies. Naturalmente verrebbe allargata oltre il 31 dicembre 2023 la data di affidamento del debito al concessionario per rendere rottamabile una cartella. Estensione di perimetro che andrebbe pure nella direzione di allargare anche a tasse, tributi e imposte escluse dalla precedente sanatoria, la nuova rottamazione. Infatti, anche se è stata varata una sorta di rottamazione dei tributi locali, questa è stata introdotta lasciando a Comuni e Regioni la libera facoltà di aderire. Con la conseguenza che ci sono contribuenti, residenti in determinate zone della Penisola, che hanno la possibilità di rottamare questi balzelli ed altri residenti in zone “meno fortunate” che invece ne sono esclusi.
Pace Fiscale, la nuova sanatoria e i nuovi vantaggi della rottamazione delle cartelle esattoriali
Ma per la nuova ipotetica rottamazione delle cartelle le novità riguarderebbero per esempio la decadenza dal beneficio. Considerata troppo rigida per la rottamazione quinquies ecco l’intervento che la renderebbe meno fiscale dal punto di vista della decadenza. Oggi basta saltare la seconda anche di un solo giorno e senza alcuna tolleranza, e addio beneficio. Troppo rigida quindi. Ed altro errore da correggere con la nuova sanatoria. Naturalmente per il resto resterebbe invariato il meccanismo. Con i soliti tagli di interessi, diritti di riscossione e sanzioni. E con la possibilità di rateizzare il tutto nel numero di rate prestabilite ed eventualmente concesse. Rate con interessi naturalmente. Ma che secondo le indiscrezioni, nella nuova rottamazione delle cartelle si punta a rendere meno pesanti.



