Cosa bolle in pentola in materia fiscale per la prossima legge di Bilancio? Quando tutto sembrava ormai scritto, con il taglio dell’IRPEF per il ceto medio, ecco uscire dalle dichiarazioni dell’esponente di Fratelli d’Italia Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, nuove ipotesi sulla riduzione del prelievo fiscale dei contribuenti. Redditi più bassi e tredicesime potrebbero rappresentare altre novità in arrivo nella prossima legge ti Bilancio.
Il nuovo restyling del secondo scaglione
Non c’è pace per il secondo scaglione dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Ma questa non è una cattiva notizia, anzi. Anche Osnato ha confermato l’ipotesi di aumentare la soglia di reddito su cui applicare l’aliquota al 33% del secondo scaglione. Da 50.000 euro si passa a 60.000 euro. Lo scaglione genererà ristori fino a 1.000 euro per alcuni contribuenti con redditi sopra i 50.000 euro. Questo sarebbe il terzo intervento sull’IRPEF da quando è entrato in funzione l’attuale governo. Seguirebbe il primo intervento che portò a tre scaglioni l’imposta sul reddito delle persone fisiche. E poi il secondo che taglio l’aliquota IRPEF del secondo scaglione. Nel dettaglio, prima fu accorpato il vecchio secondo scaglione che prevedeva aliquota 25% al primo con aliquota 23%. E sui redditi tea 15.000 e 28.000 euro ci fu un taglio del 2% dell’aliquota. Poi il secondo scaglione con redditi tra 28.000 e 50.000 euro vide un altro taglio del 2% sull’aliquota che dal 35% scese al 33%. Adesso si estende questa aliquota a redditi (tra 50.000 e 60.000 euro) prima assoggettati al 43%.
I redditi più bassi e le tredicesime
Ma ciò che adesso potrebbe cambiare, almeno stando a ciò che dice Osnato è il primo scaglione IRPEF. Il ceto dei redditi più bassi potrebbe godere di un taglio di un punto percentuale. Quasi a sorpresa visto che non era in cantiere alcuna modifica sui redditi più bassi il rappresentante di Fratelli d’Italia ha annunciato che c’è l’idea di abbassare l’aliquota del primo scaglione. Un taglio che porterebbe dal 23% al 22% questa aliquota.
Ma un’altra novità annunciata ed allo studio sarebbe la tassazione favorevole delle tredicesime. Portare le tredicesime ad essere assoggettate ad imposta sostitutiva del 10% o del 15% sarebbe una soluzione a mettere soldi nelle tasche dei contribuenti detassando in parte la gratifica natalizia.



