Perché una famiglia dovrebbe abbassare l’ISEE? La domanda è lecita e parte dalle varie agevolazioni, vari bonus e varie prestazioni che si possono sfruttare. Perché ogni misura ha una soglia ISEE da non superare per potervi rientrare. E allora più basso è l’ISEE meglio è. Su questo pochi dubbi. Ecco perché un ISEE più basso serve e adesso vedremo alcune soluzioni legali che lo abbassano.
La casa di abitazione del nucleo familiare e le franchigie
Una recente novità ha abbassato l’impatto che la casa di abitazione principale di un nucleo familiare ha sul calcolo dell’ISEE. Un ISEE più basso esce fuori per molte famiglie grazie all’aumento della franchigia sulla prima casa. Gli immobili incidono nel calcolo dell’ISEE in misura pari al 20% del loro valore. Sulla prima casa però c’è una franchigia. Fino allo scorso anno era di 52.500 euro la franchigia. In pratica, una casa da 62.500 euro di valore finiva nel calcolo dell’ISEE in misura pari al 10% della differenza tra 62.500 e 52.500 euro. Se il valore era più basso o pari alla franchigia, la casa non incideva assolutamente. Oggi la franchigia è stata portata a 91.500 euro. Il che agevola di molto coloro che hanno case di valore più alto. E se l’abitazione principale è in una città metropolitana, la franchigia è di 120.000 euro come spiega bene l’INPS nel messaggio numero 102 del 12 gennaio 2026. Un motivo in più per chi ha case che in catasto risultano divise in due o più unità immobiliari mentre di fatto sono una sola cosa. In questo caso effettuare una variazione in catasto per unire anche dal punto di vista delle carte l’immobile può essere utile a ridurre l’ISEE e a renderlo più basso sfruttando la nuova soglia di esenzione.
I titoli a garanzia statale per un ISEE più basso
Anche i soldi in banca e quindi anche il patrimonio mobiliare incide sull’ISEE in misura pari al 20% del valore complessivo. Ed anche in questo caso una novità ha prodotto un notevole aiuto per rendere più basso l’ISEE. I titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio (in genere, tutti i titoli a garanzia statale, ndr) possono essere eliminati dal calcolo dell’ISEE. E fino alla soglia di 50.000 euro per nucleo familiare. Significa che rispetto a prima questi titoli di risparmio o deposito non incidono nel calcolo dell’ISEE fino alla franchigia prestabilita. L’ISEE è più basso quindi. E sul patrimonio mobiliare si può intervenire anche in un altro modo. Magari intestando conti correnti o altri strumenti bancari o postali, a persone al di fuori del nucleo familiare. La cointestazione di un conto corrente tra due soggetti che sono dentro nuclei familiari diversi, divide in due ciò che c’è in quel conto e nell’ISEE solo la metà incide per il 20% del valore come spiegato prima.
ISEE più basso e nucleo familiare
Se immobili e risparmi incidono per il 20% del loro valore sull’ISEE, i redditi di tutti i componenti il nucleo familiare incidono al 100%. Ecco perché se è possibile eliminare dal nucleo familiare un portatore di reddito, l’ISEE sarà più basso. Sono tante le famiglie che hanno situazioni al loro interno con soggetti che pur se effettivamente sono fuori dal nucleo familiare e vivono da soli, continuano ad essere iscritti all’anagrafe dentro il nucleo familiare originario. Ai fini ISEE ciò che conta è proprio la situazione anagrafica di una famiglia. Fin tanto che un soggetto è iscritto all’anagrafe in un nucleo familiare, questo va riportato nella DSU e incide sull’ISEE. Nel momento in cui invece questo soggetto esce fuori dal nucleo familiare come riportato nell’anagrafe, finirà fuori dall’ISEE della sua famiglia di origine e dovrà, se ne ha necessità, provvedere a fare un ISEE a parte.



