Carte di credito: attenti alle revolving, ti indebiti a vita

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di: Giacomo Mazzarella

carta revolving

La lotta all’uso del contante ha avuto un effetto evidente per tanti contribuenti che è l’aumento dell’utilizzo di carte di credito e simili. Anche il caffè oggi c’è chi lo paga con la carta. Le autorità hanno imposto negli anni limiti all’uso del contante ed hanno spinto verso l’utilizzo della moneta elettronica. E come detto, sono le carte a farla da padrone, perché POS, carte di credito, bancomat, carte di debito e così via dicendo sono molto usate. Ma ci sono carte e carte. Oggi il nostro focus si concentra sulle carte revolving. E come vedremo, non sempre le cose sono ben chiare, soprattutto per chi usa questo genere di strumento per acquisti e prelievi.

Carte di credito: attenti alle revolving, ti indebiti a vita

Ogni singola tipologia di carta di credito e simili ha delle particolarità che vanno ben analizzate. Ci sono le comuni carte di debito, cioè i bancomat. Queste carte permettono di prelevare contante agli sportelli ATM per esempio. Ma si possono effettuare pagamenti di ogni tipo con queste carte che utilizzano i fondi presenti sul conto corrente a cui sono collegate. Se non ci sono soldi, le operazioni non si possono effettuare salvo che nel caso di fido o scoperto assegnato dalla banca. Ma anche in questo caso, oltre il fido non si può andare.

Poi ci sono le carte ricaricabili, che possono essere usate entro il limite dei soldi che lo stesso titolare ha depositato al suo interno. E che permettono allo stesso modo di prelevare contanti o di pagare qualsiasi cosa. Poi esistono le carte di credito, collegate al conto corrente, che permettono di prelevare e pagare entro il limite fissato.

Ed in genere quanto utilizzato di quel limite viene addebitato sul conto corrente in un giorno prefissato del mese successivo a quello di utilizzo. Ed infine abbiamo le carte revolving. Ed in questo caso bisogna ben approfondire il meccanismo visto che parliamo di una carta che rischia di indebitare in maniera praticamente perenne l’interessato.

Ecco il problema nascosto che spesso è sottovaluto

La carta revolving funziona in un modo particolare. Viene stabilito un plafond, ovvero la cifra massima di credito presente sulla carta. Si può usare per prelevare contanti per chi ha bisogno di liquidità. Oppure per pagare qualsiasi cosa. La restituzione dei soldi, visto che la carta revolving non è collegata a conti correnti e non serve ricaricarla, è a rate e con comode rate mensili.

Le cifre da restituire naturalmente sono caricate di interessi e con la restituzione delle rate, il plafond torna a riempirsi. Ogni rata prevede la restituzione di una parte del credito concesso e degli interessi. Quindi solo una parte della rata riempie il plafond.

Ma tornando a riempirsi questo plafond torna ad essere spendibile. E come il gatto che si morde la coda, si corre il rischio di essere sempre a debito, con rate che diventano perenni se si continua ad usare la carta revolving ogni mese tornando ad usare quel plafond concesso. E se consideriamo che per questo genere di strumento gli interessi spesso sono altissimi, ecco lo strumento adatto per diventare indebitati per sempre o quasi.

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