Pensioni INPS: tra riforma e novità, cosa accadrà nei prossimi tre anni   

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni INPS: tra riforma e novità, cosa accadrà nei prossimi tre anni   

Si sta avvicinando la fine del 2026 e si apriranno le porte al nuovo anno molto presto. Il 2027 in materia previdenziale porterà alcune novità. Da un lato le novità negative dell’aumento dei requisiti. Da un altro lato, la speranza di una riforma delle pensioni che doni maggiore flessibilità al sistema con alcune misure di pensionamento anticipato. Ma il 2027 farà anche altro. Aprirà infatti un triennio di cambiamento del sistema previdenziale. Con effetti che si abbatteranno su quanti sono interessati ad andare in pensione nei prossimi anni. 

Pensioni INPS: tra riforma e novità, cosa accadrà nei prossimi tre anni 

I punti di discussione in materia previdenziale sono tanti e abbracciano la prossima legge di Bilancio 2027. Sarà nella manovra d’autunno che il governo dovrà mettere nero su bianco alcune novità sulle pensioni. Nel frattempo, cosa questa proveniente dalla vecchia manovra del 2026, si materializza il primo step degli aumenti dei requisiti che proseguirà anche nel 2208 e probabilmente nel 2029. Le novità che possiamo sintetizzare sono:  

  • Aumento di un mese dei requisiti nel 2027 sia sull’età pensionabile che sulle pensioni anticipate; 
  • Aumento di due mesi dei requisiti nel 2028 sia sull’età pensionabile che sulle pensioni anticipate; 
  • Probabile nuovo aumento di tre mesi dei requisiti nel 2029 sia sull’età pensionabile che sulle pensioni anticipate; 
  • Nuova pensione a 64 anni per tutti con calcolo contributivo; 
  • Nuova pensione a 62 anni di età con taglio lineare per anno di anticipo. 

Gli aumenti dei requisiti dal 2027 

Siamo di fronte ad un cambio radicale delle regole di pensionamento nel 2027 o meglio dal 2027. Per andare in pensione di vecchiaia non basteranno 67 anni di età a partire dal prossimo primo gennaio. Resteranno invariati gli altri requisiti, cioè i 20 anni di contributi minimi e la pensione non inferiore all’importo dell’assegno sociale per chi è privo di versamenti al 31 dicembre 1995. L’età però salirà a 67 anni e un mese. E salirà anche la soglia contributiva per le pensioni anticipate o per la quota 41 precoci. O ancora, crescerà di un mese anche l’età per le pensioni anticipate contributive che da 64 anni esatti passerà a 64 anni e un mese. Nel 2028, fermo restando tutti gli altri requisiti, altro aumento dell’età pensionabile e dei contributi per le pensioni anticipate. Stavolta di due mesi. E l’età della pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 3 mesi mentre quella delle pensioni anticipate contributive a 64 anni e 3 mesi. I contributi per le anticipate ordinarie o per la quota 41 precoci cresceranno allo stesso modo arrivando a 43 anni ed un mese (42 anni e un mese per le donne) per le anticipate e 41 anni e 3 mesi per i precoci.  

E nel 2029 altri tre mesi di aumento, come previsto da una analisi della Ragioneria Generale dello Stato che conferma la necessità di andare ancora avanti come requisiti per preservare i conti pubblici. Così facendo nel 2029 si arriverebbe a pensioni di vecchiaia a 67 anni e 6 mesi, anticipate contributive a 64 anni e 6 mesi, anticipate ordinarie a 43 anni e 4 mesi e quota 41 a 41 anni e 6 mesi.  

Pensioni a 62 anni di età? Possibile ma difficile 

Una novità su cui ci si spendeva fino a pochi mesi fa e che adesso pare più lontana è la pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Qualcuno potrà trovare questi requisiti identici alla quota 103, cioè all’ultima misura per quotisti attivata e adesso ormai cessata. Ma la struttura della proposta che fino a poco tempo fa la Lega intendeva introdurre era la famosa quota 41 flessibile. Una misura che avrebbe consentito di andare in pensione a quanti arrivati a 62 anni avevano raggiunto anche almeno 41 anni di versamenti. Con la penalizzazione del 2% all’anno per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile vigente. Quindi, con un taglio del 10% per chi esce a 62 anni. Ipotesi ancora attiva o no? La domanda se la pongono tutti quelli che vedevano in questa potenziale uscita una possibile novità da sfruttare.  

Pensioni INPS a 64 anni di età nel 2027?

Diverso il caso della pensione a 64 anni con 20 anni di versamenti. La misura potrebbe entrare davvero nella legge di Bilancio. Il pacchetto pensioni della manovra potrebbe davvero contenere questa misura. Perché la Lega di Matteo Salvini spinge per produrre una misura flessibile che conceda il pensionamento a 64 anni di età non solo come oggi possono fare i contributivi puri con la loro pensione anticipata contributiva. L’idea è il varo di una pensione a 64 anni per tutti, con 20 anni di versamenti e con l’obbligo di accettare il penalizzante ricalcolo contributivo della stessa. Magari introducendo una soglia minima di pensione da centrare dal punto di vista degli importi. Esattamente come per la pensione anticipata contributiva quindi, in pensione con 64 anni di età, 20 anni di versamenti, pensione tutta contributiva e di importo non più basso di 3 volte l’assegno sociale. 

 

 

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