Aumento pensioni: 30 euro in più al mese ogni 1.000 euro e minime a 630 euro

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di: Giacomo Mazzarella

Aumento pensioni

L’aumento delle pensioni messo in preventivo dal Documento di Finanza Pubblica che anticipa la legge di Bilancio mostra come questo capitolo di spesa sia il più pesante del pacchetto pensioni della manovra. Ben più costoso anche di una ipotetica nuova pensione a 64 anni che il governo intenderebbe varare. L’aumento delle pensioni, per via del solito, canonico meccanismo di rivalutazione, per il 2027 sarà abbastanza cospicuo. Dipende dall’inflazione che nel 2026 è stata piuttosto elevata, o quantomeno, ben più elevata rispetto a quella del 2025. A tal punto che l’aumento delle pensioni rispetto a quanto accaduto lo scorso gennaio, sarà oltre il doppio. Ecco cosa cambierà sulle pensioni, quale meccanismo di perequazione verrà adottato e, in base ai dati del momento, quanto saliranno le pensioni fascia per fascia.

Aumento pensioni: 30 euro in più al mese ogni 1.000 euro e minime a 630 euro

Partiamo dai dati fissi che riguardano trattamenti come l’assegno sociale e la pensione integrata al trattamento minimo. Perché anche queste cose sono legate all’andamento del costo della vita in base ai dati Istat. Si pensava ad un 2,8% di inflazione e invece presumibilmente, l’indice previsionale dell’Istituto di Statistica sarà tra il 3 ed il 3,1%. Questo, per esempio, determinerà un aumento della pensione minima INPS. Parliamo del trattamento minimo, cioè dell’importo minimo delle pensioni a chi rientra in determinati parametri reddituali. Oggi questo trattamento minimo è pari a 611,85 euro al mese. La soglia è esattamente queste per le pensioni minime 2026 anche se la scorsa legge di Stabilità del governo meloni ha confermato un aumento extra per chi rientrava in determinate fasce di reddito che ha portato di fatto le minime a 619,80 euro al mese. Ma questa cifra non è quella da considerare proprio perché si tratta di un aumento extra e soprattutto, temporaneo. Valido solo per il 2026 salvo conferme o ritocchi nella prossima manovra. Se si considera il 3,1% come tasso di rivalutazione, il nuovo trattamento minimo salirebbe a 630,82 euro al mese. Stesso discorso per l’assegno sociale. La misura assistenziale per over 67 che oggi è pari a 546,24 euro al mese, in virtù del 3,1% di rivalutazione, salirebbe a 563,17 euro mensili.

Cosa cambia con la rivalutazione 2027 fascia per fascia

L’aumento di assegno sociale e trattamento minimo è in misura pari al 100% del tasso di inflazione previsionale. Se è il 3,1% il tasso di inflazione sarà del 3,1% l’aumento che serve a compensare la perdita del potere di acquisto delle pensioni. Sui trattamenti previdenziali classici, ovvero sulle pensioni di vecchiaia, le anticipate e così via dicendo, l’auemnto è scaglionato. Viene garantito il 100% di rivalutazione, e quindi il 3,1% di aumento, solo sulle pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo. Oggi come detto è pari a 611,85 euro al mese il trattamento minimo INPS. Significa che per le pensioni fino a 2.447,40 euro al mese la rivalutazione è piena. Poi si inizia a scalare in maniera progressiva. In parole povere, a tutti i pensionati è garantita la rivalutazione piena fino a 2.447,40 euro al mese. Per la parte di pensione più alta arrivano i tagli della rivalutazione. Il 90% del tasso di inflazione, cioè il 2,79% sarà l’aumento per la parte di pensione tra 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo (tra 2.447,41 e 3.059,25 euro mensili). Il 75% del tasso di inflazione pari al 2,325% invece per la parte di pensione ancora eccedente (a partire da 3.059,26 euro mensili).

Ecco i calcoli e le cifre per l’aumento delle pensioni 2027

Alla luce di quanto detto prima, si può già fare una stima di quanto recupererebbero i pensionati come aumento dei trattamenti nel 2027. Su una pensione 2026 di importo pari esattamente a 1.000 euro al mese, dal primo gennaio il cambio porterà l’importo a 1.031,00 euro, sempre mensili. Naturalmente una pensione di 1.500 euro o una di 2.000 euro passeranno rispettivamente a 2.062,00 euro ed a 2.577,34 euro al mese. Per le pensioni più late, nell’ordine di 3.000 euro, per esempio, ai 75 euro di aumento sulla pensione fino a 2.447,41 euro, si aggiungono i 15 euro circa per la parte di pensione tra 2.447,41 e 3.000 euro come da meccanismo a scaglioni prima descritto. Significa che una pensione da 3.000 euro riceverà un aumento di circa 91 euro al mese.

 

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